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Genovese

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Milano, violenze sessuali da Genovese: circa 30 ragazze presenti ai festini del manager

Alcune di loro sono già state ascoltate come testimoni nell’inchiesta avviata dalla procura di Milano per violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e spaccio di droga

Con il passare dei giorni emergono sempre più particolari. Aumentano le potenziali vittime o per lo meno il numero delle partecipanti ai festini a base di sesso e droga organizzati nel super-attico di Alberto Genovese, l’imprenditore digitale di 43 anni finito in carcere con l’accusa di aver drogato e violentato una 18enne durante un party nella cosiddetta “Terrazza sentimento” nella nottata tra il 10 e l’11 ottobre. Adesso sembra che siano almeno una trentina le ragazze che nel tempo ne avrebbero preso parte.

Alcune di loro sono già state ascoltate come testimoni nell’inchiesta avviata dalla procura di Milano per violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e spaccio di droga. Altre saranno convocate in procura nei prossimi giorni insieme a stretti collaboratori e altri personaggi dell’entourage dell’imprenditore, noto per aver fondato la startup Facile.it (società da lui ceduta nel 2014). Tra questi anche il domestico-buttafuori che, la sera della violenza, sorvegliava l’ingresso della stanza padronale impedendo alle amiche della vittima di entrare.

I loro racconti serviranno a definire il quadro accusatorio a carico del 43enne, ma anche a scandagliare il suo passato e accertare se si fosse già reso protagonista di altri casi di sevizie simili ed, eventualmente, se sia stato ‘coperto’ o aiutato da qualche personaggio del suo staff che in questo caso rischierebbe un’accusa di favoreggiamento. Testimonianze decisive che perciò- è il timore che serpeggia tra gli inquirenti – potrebbero essere addomesticate attraverso un’operazione di inquinamento probatorio.

Ed è per scongiurare questo rischio che, da quanto si è appreso, sono già in corso delle verifiche investigative su eventuali pressioni, anche di natura economica, che potrebbero essere esercitate non solo sui testimoni dei festini, ma anche sulla stessa vittima della violenza. La 18enne, che all’inizio era assistita da un avvocato dell’associazione Svs Donna Aiuta Donna Onlus, ha deciso di revocargli l’incarico e di nominare un nuovo legale.

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