Cronaca

Il boss che gestiva i locali di Milano: la sua compagna ora ritratta le accuse

La donna aveva raccontato agli inquirenti per filo e per segno le "mappe societarie" attraverso cui Gaetano Fidanzati gestiva diversi locali, ma ora dice di ricordarsene solo "vagamente"

La compagna del boss ritratta le accuse

L'ex fidanzata del boss Guglielmo Fidanzati ritratta il suo (dettagliato) racconto degli affari del suo compagno, accusato di narcotraffico e deceduto a 55 anni, nel 2014, nell'ospedale di Vigevano. Secondo la procura, che l'aveva fatto arrestare nel 2010, Fidanzati jr. (figlio di Gaetano) aveva raccolto le redini del clan dal padre durante la latitanza di questi.

Pamela Tordini, a processo con l'accusa di essersi occupata degli aspetti contabili e fiscali del gruppo criminale, aveva raccontato per filo e per segno le trame societarie di diversi locali notturni di Milano, tra cui notissime discoteche: Cafè Solaire, Borgo-Karma, Shocking. E aveva spiegato, in sostanza, che Guglielmo Fidanzati ne era il socio occulto attraverso diversi "prestanome". Interrogata però in aula dalla pm Sara Ombra, ha modificato le sue deposizioni affermando di avere "soltanto sentito vagamente parlare" degli affari del suo compagno nei locali milanesi. 

Non solo: ha anche asserito che le "confesssioni" e le "spiegazioni societarie" le erano state caldamente suggerite, se non addirittura imposte, dal suo vecchio avvocato, forse in cambio di un possibile sconto di pena.

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