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"Dammi i soldi, prego che ti trovo morta": l'incubo di una madre terrorizzata dal figlio

Una lunga storia di violenze psicologiche e minacce. In manette un uomo di 57 anni

In passato aveva già fatto lo stesso. Aveva minacciato lei e suo marito, ormai scomparso. Adesso, dopo un periodo in cella, aveva ricominciato con il solito copione, sempre più pressante, fatto di urla, richieste di soldi, subdoli giochi psicologici che avevano spinto lei - un'anziana di 81 anni - in un incubo apparentemente senza via d'uscita. 

A tirarla fuori, a salvarla, per fortuna ci hanno pensato i carabinieri, che domenica notte hanno arrestato quello che per lei era ormai diventato un aguzzino: suo figlio, un 57enne senza lavoro, con precedenti e con conclamati problemi di tossicodipendenza. 

E proprio la droga aveva trasformato la vita di quell'anziana in un inferno, un calvario continuo. Domenica, all'interno dell'appartamento in zona Monforte che i due condividono, l'ultima puntata, con i militari che - per ora - hanno scritto la parola fine. 

L'allarme è scattato poco dopo la mezzanotte, quando l'81enne - terrorizzata - ha chiesto aiuto al 112. Al loro arrivo sul posto, gli uomini del Radiomobile hanno trovato il 57enne fuori di sé che continuava a chiedere soldi alla vittima. "Mi devi dare i soldi per i marocchini", urlava. "Questa i soldi li ha ma non me li dà. Stronza, prego Dio che quando torno ti trovo morta". E ancora: "Se non mi dai i soldi ti scasso tutto". 

Quando i carabinieri hanno cercato di calmarlo, l'uomo è anche arrivato a spogliarsi per mostrare i segni dovuti a una presunta aggressione di pusher della zona di via Gola con i quali aveva dei debiti che avrebbe dovuto saldare proprio con i soldi della madre. Ma è verosimile, come già accaduto in passato, che fosse soltanto una scusa per convincere l'anziana a dargli quei 40, 50 euro che ormai le chiedeva anche due volte al giorno, a volte fingendo di strozzarsi con una cintura. 

In un'escalation di aggressività e minacce, il 57enne ha danneggiato alcuni mobili in casa e ha cercato di barricarsi nel bagno. A quel punto è stato ammanettato, non senza fatica, dai militari, che ha cercato di respingere urlando "toglietemi le mani di dosso, al mio avvocato vi faccio vedere cosa dico". Una volta nell'auto di servizio, l'uomo ha continuato a essere per nulla collaborativo e ha sferrato delle testate contro la paratia della vettura. 

Il 57enne, che era uscito dal carcere a fine gennaio ed era tornato a casa della mamma, è stato dichiarato in arresto con le accuse di maltrattamenti in famiglia, estorsione e resistenza a pubblico ufficiale e per lui - su disposizione del pm Cristian Barilli - si sono aperte di nuovo le porte di San Vittore. L'81enne, che non voleva denunciare il figlio per cercare di difenderlo e aiutarlo ancora, alla fine si è sfogata con i militari, che l'hanno ascoltata a lungo. 

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