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Cronaca Porta Venezia / Via Palestro

Strage via Palestro: uomo arrestato per concorso

Filippo Tutino, 52 anni, con precedenti per associazione mafiosa, stupefacenti e armi, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare

Filippo Tutino, 52 anni, con precedenti per associazione mafiosa, stupefacenti e armi, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare per concorso nella strage di via Palestro a Milano il 27 luglio 1993.

L'uomo è recluso nel carcere di Opera per altra causa. In via Palestro nei pressi del Padiglione di arte contemporanea un'autobomba esplose causando cinque morti. La strage fu attribuita a Cosa Nostra.

Secondo le accuse ha avuto un ruolo attivo nella preparazione dell'attentato e in particolare nella fase logistica. Sarebbe infatti stato la 'guida milanese' e avrebbe fatto da autista a Francesco Giuliano e Gaspare Spattuzza (prelevati in stazione Centrale) oltre ad aiutarli nel furto della Fiat Uno, al trasporto del tritolo e alla preparazione dell'autobomba.

C'è il "pericolo" che Tutino possa "subornare o intimidire le persone già sentite durante i precedenti processi o che devono essere nuovamente sentite". Tra i testi a carico di Tutino c'è, tra l'altro proprio il pentito Spatuzza, che avrebbe reso dichiarazioni utili alle nuove indagini sulla strage in cui morirono cinque persone. Lo scrive il gip di Milano Laura Anna Marchiondelli nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta del procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini e del pm Paolo Storari.

"La concretezza di tale rischio - scrive il gip - è evidente alla luce della ramificata struttura dell'organizzazione Cosa nostra, tale da esercitare un'ampia forza di coazione di potenziali testi sia all'esterno che all'interno degli istituti carcerari".

Filippo Marcello Tutino venne "scelto" dalla mafia per partecipare all'attentato "in quanto conoscitore della città di Milano". Lo scrive il gip di Milano Anna Laura Marchiondelli nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. A Milano Tutino avrebbe fornito "supporto logistico al gruppo di persone materialmente incaricate di preparare ed eseguire la strage di via Palestro, andando a prendere alla stazione di Milano Spatuzza e Giuliano, rubando l'autovettura Fiat Uno targata MI 7P2498 poi fatta esplodere in via Palestro, partecipando al trasporto dell'esplosivo e alla sua collocazione all'interno della Fiat Uno di cui sopra".

Tutino è accusato di strage ''in concorso con altre persone tra le quali Leoluca Biagio Bagarella, Giuseppe Barranca, Salvatore Benigno, Giovanni Brusca, Cristofaro Cannella, Gioacchino Calabrò, Luigi Giacalone, Francesco Giuliano, Filippo e Giuseppe Graviano, Cosimo Lo Nigro, Antonino Mangano, Matteo Messina Denaro, Giorgio Pizzo, Bernardo Provenzano, Salvatore Riina, Gaspare Spatuzza, Vittorio Tutino, Giovanni e Tommaso Formoso (tutti già giudicati dalla competente Corte di Assise di primo grado di Firenze con sentenze in data 6.6.1998, in data 21.1.2000, Corte di assise di Milano in data 9.12.03 poi confermate e definitive)". Risponde di strage anche in concorso "con Francesco Tagliavia e Cosimo D'Amato (giudicati rispettivamente con sentenze Corte di Assise di Firenze in data 5.10.2011 e Giudice per l'udienza preliminare di Firenze in data 23.5.13, non ancora passate in giudicato), operando nell'ambito della realizzazione di una strategia (...) attuata, per finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine costituzionale".

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