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Cronaca

'Ndrangheta, finanzieri arrestati: "Corrotti, 720mila euro in un anno"

Gli uomini della gdf, in servizio presso il Gruppo di Milano, si facevano consegnare mensilmente "somme tra i 40 e i 60mila euro" per "chiudere un occhio nei controlli". Tra il 2008 e il 2009, avrebbero accumulato 720mila euro

Erano a libro paga per "chiudere un occhio" nei controlli. Settecentoventimila euro in un anno e mezzo. E' quanto avrebbero percepito i tre finanzieri finiti venerdì 27 gennaio agli arresti nella nuova tranche dell'inchiesta milanese sul clan della 'ndrangheta dei Lampada-Valle dagli uomini della cosca per chiudere un occhio nei controlli.

I tre, tutti in servizio al Gruppo di Milano - Guardia di Finanza e in carico al 2° Nucleo Operativo, che opera nel settore del monopolio statale, sono Michele Di Dio di 34 anni, Michele Noto di 39, e Luciano Russo di 36 anni. I pubblici ufficiali, accusati di corruzione, sono stati arrestati grazie anche alla collaborazione del nucleo di polizia tributaria di Milano con gli inquirenti. Secondo quanto ricostruito, i tre ''ricevevano la promessa e poi si facevano consegnare" si legge nell'ordinanza del gip di Milano Giuseppe Gennari "somme di denaro oscillanti da un minimo di 40mila a un massimo di 60mila euro mensili per un totale non inferiore a 720mila euro nell'arco di un anno e mezzo dal 2008 al dicembre 2009".

Insieme con i tre finanzieri "a libro paga" è finito in manette Domenico Gattuso, 35 anni, mentre è agli arresti domiciliari Vincenzo Moretti, ex direttore del Gran hotel Brun, che in seguito agli accertamenti svolti dal personale della Squadra Mobile di Milano sui soggiorni di alcuni soggetti vicini al clan, avrebbe avvertito i Lampada.

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