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Martedì, 16 Aprile 2024
Cronaca

La donna che perde il pc e inventa una rapina per "salvarsi" col capo

La donna, 47 anni, è indagata per simulazione di reato

Aveva smarrito il computer aziendale e per trovare una scusa per discolparsi agli occhi del datore di lavoro si è inventata una rapina. Con tanto di dettagli scenografici: un'auto che la affianca, una moto che sopraggiunge con un malvivente con il casco integrale e una pistola. Tanti particolari strani, forse troppi. Soprattutto se ambientati tra le corsie dello svincolo della Valassina in un pomeriggio trafficato di inizio maggio. E così la donna che si era presentata dai carabinieri per denunciare la rapina da vittima è passata a essere indagata. Ha confessato di essersi inventata tutto e ora dovrà rispondere del reato di simulazione di reato per cui è prevista una pena fino alla reclusione da uno a tre anni.

Era l'11 maggio scorso quando la signora, 47 anni, origini pugliesi ma residente da anni nel Lecchese, era andata dai carabinieri di Cremella per denunciare che quel pomeriggio, verso le 15, mentre era alla guida della sua Audi, appena uscita dallo svincolo della Valassina di Veduggio con Colzano era stata affiancata da un’altra auto che, dopo averla seguita in superstrada per qualche chilometro, l’aveva improvvisamente costretta a fermarsi tagliandole la strada. Poi, dal lato di guida, sempre secondo il racconto reso dalla donna, sarebbe sopraggiunta una moto di grossa cilindrata con in sella un altro uomo con un casco integrale scuro che, impugnando una pistola, aveva colpito il finestrino intimandole di aprire. E si era poi allontanato con la valigetta che aveva sul sedile del lato passeggero in direzione di Renate.

E dentro quella valigetta la 47enne ha raccontato di avere molti documenti di lavoro e il computer. La segnalazione dell’evento, giunta per competenza territoriale anche al comando dei carabinieri di Besana in Brianza, ha subito destato l’attenzione dei militari. Così sono stati disposti controlli aggiuntivi in prossimità degli svincoli della Valassina. Alcuni particolari di quel racconto però non tornavano e così i militari hanno approfondito la ricostruzione della vicenda.

Convocata nuovamente in caserma, la signora è più volte caduta in contraddizione fino a cedere e ammettere di essersi inventata la rapina. Alla donna è stata notificata l’elezione di domicilio in relazione alla simulazione di reato. Adesso dovrà affrontare un procedimento penale. 

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