Milano, arrestati nonno e nipote "re delle caldaie": "Chi li riconosce chiami la polizia"

I due sono accusati di truffa: fingevano di revisionare le caldaie. Verifiche su 300 casi

I due truffatori - Foto diffuse dalla polizia di Stato

A descrivere perfettamente il loro lavoro c'è uno dei loro attrezzi, forse il più importante: un rilevatore di fumi che portavano in giro dai clienti e usavano - o almeno fingevano di usarlo - nonostante non fosse in grado neanche di accendersi, perché le pile all'interno erano ossidate. Quello per loro, però, non era evidentemente un grande problema perché in realtà semplicemente fingevano di controllare le caldaie per poi rilasciare un certificato di garanzia. Naturalmente anche quello falso. 

Gli agenti del Commissariato Comasina, guidati dal dirigente Antonio D'Urso, hanno arrestato la scorsa settimana Giovanni e Marco N. - cinquantanove anni il grande e diciotto il piccolo, suo nipote -, entrambi accusati di truffa. 

I finti siti internet

I fari degli investigatori sui due si sono accesi a settembre scorso, quando una donna che vive proprio in zona Comasina si è presentata dalla polizia spiegando di essere stata truffata. La donna ha raccontato agli agenti che aveva effettuato una revisione alla caldaia e che, pochi giorni dopo, il boiler aveva iniziato a darle problemi, tanto che altri tecnici avevano accertato che in realtà durante la prima visita gli idraulici non avevano fatto assolutamente niente. 

La vittima ha spiegato agli investigatori che aveva contattato i primi due "professionisti" grazie a un numero di cellulare trovato su un sito internet. Così, i poliziotti si sono concentrati proprio su quei siti e ne hanno trovati altri tre: su tutte le pagine web erano stati messi loghi di due importanti aziende - chiaramente all'oscuro di tutto - per convincere i futuri clienti che gli idraulici fossero esperti e "riconosciuti" anche dalle società che producono quelle stesse caldaie. 

Siti internet non pagati

A quel punto gli investigatori hanno rintracciato i webmaster - che i due truffatori non avevano mai pagato - e sono riusciti a risalire a nonno e nipote. Le manette sono scattate venerdì: i poliziotti - che da un po' continuavano a osservare e pedinare i due - li hanno visti uscire di casa vestiti con le tute da idraulico. 

Gli agenti li hanno seguiti a un primo appuntamento, in via Pollaiuolo, e li hanno poi bloccati durante la seconda "visita" in un appartamento di via Canonica, in centro città, dove erano in azione proprio con il rilevatore che neppure si accendeva. 

Il modus operandi dei due era semplicissimo: ricevuta la chiamata dei clienti - tutti convinti che quelli fossero idraulici esperti e "autorizzati" -, nonno e nipote andavano nell'abitazione, fingevano di effettuare controlli e alla fine rilasciavano certificati, falsi, e una fattura. 

Almeno 300 interventi

Su quei documenti c'erano partita iva fasulla e il timbro della presunta ditta familiare, con sede in viale Certosa 11. Piccolo particolare: al civico 11 di viale Certosa c'è una sala slot, ma - soprattutto - ai civici 7 e 9 c'è un commissariato di polizia. 

Gli agenti sono riusciti a mettere anche le mani sul "libro mastro" di nonno e nipote: in meno di dodici mesi hanno emesso trecento fatture, con cifre tra 110 e 300 euro. Il grande dubbio degli investigatori è che praticamente tutte quelle verifiche sulle caldaie non siano in realtà mai state effettuate, con inevitabili pericoli per i cittadini. 

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Per questo la procura e la polizia hanno deciso di diffondere la foto dei due truffatori chiedendo a chiunque li riconosca di rivolgersi alle forze dell'ordine. Per nonno e nipote, invece, si sono aperte le porte del carcere. Lì si trova già anche il papà del giovane, e figlio dell'anziano, arrestato in passato. Anche lui era finito in manette per truffe, evidentemente un "affare di famiglia". 

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