Cronaca Città Studi / Piazzale Gabrio Piola

Tornano in azione gli sciacalli-volontari, l'appello: "Non cascateci"

Davanti al Politecnico, alcuni ragazzi danno loro anche 20, 30 euro. Tesserini di riconoscimento fittizi, nessuna associazione plausibile. Qualche mese fa, un arresto

I volontari davanti al Poli

Tornano in azione i volontari-sciacalli "per la droga, la beneficenza, i bambini dell'Africa che muoiono di fame" (cambiare a piacimento). Del fatto, purtroppo a Milano ben florido, se ne sono occupati anche Striscia la notizia e Le Iene diverse volte. 

Il giochino è molto semplice: alcuni addetti di fantomatiche associazioni no profit (spesso inesistenti oppure all'oscuro di tutto) vendono cartoline o altri piccoli gadget in cambio di un'offerta. Lo fanno per strada. Spesso non hanno alcuna autorizzazione. Scelgono con cura le 'vittime': sono quasi sempre ragazzini, ragazze giovani, anziani. Ovvero individui psicologicamente più deboli e facili da convincere. Qualche mese fa, in città, una persona è stata arrestata per episodi simili: chiedeva soldi con veemenza, spaventando gli interlocutori, addirittura, secondo le accuse, metteva la mano nel portafoglio e si "serviva da solo". 

Ma bloccato il fenomeno da una parte della città, si è daccapo in un'altra. La segnalazione, condivisa già da centinaia di persone su Fb, è di Andrea E. Il modus operandi è sempre il solito. "Milano M2 Piola, uscita in direzione Politecnico di Milano: tre persone di età tra i 35 e i 45 anni fermano gli studenti dapprima regalando penne e poi convincendoli e "donare" 10, 20, 50 euro per "far mangiare i bambini poveri e orfani che muoiono di fame". Sono stato lì 10 minuti, uno di loro ha fatto 100 euro con un ingenuo ragazzotto paffuto che con un tenero sorriso glieli ha dati senza esitare, con la faccia di chi ha il cuore colmo di gioia sapendo di aver aiutato qualcuno".

"Mi è venuto quasi da piangere per i nervi. Chiamo la polizia descrivendo cosa sta succedendo ma non mandano una pattuglia nell'immediato, ci sono tante emergenze. Sono passati 25 minuti ed io disperato me ne sono andato, lasciando che tre sciacalli si approfittassero dell'ingenua umanità dei miei colleghi. Per chi legge, quando qualcuno ti ferma in strada e non identifica l'ente per il quale fa volontariato e soprattutto ti vende, c'è una buona probabilità che ti stia truffando, cavolo!". 

L'appello è 'antico', ma sempre valido: bisogna chiedere un tesserino di riconoscimento, verificare l'esistenza dell'associazione e avere la conferma che siano suoi volontari reali. In caso di dubbi, chiamare la polizia (emergenze permettendo, sigh). 

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