Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Viale Antonio Gramsci

Si finge un agente di top model per stuprare una donna: arrestato per violenza sessuale

Adescava delle donne dalla personalità debole e scarsa capacità reattiva. Una volta carpita la fiducia, invece di condurle nel sedicente studio dell'agenzia, portava le vittime in luoghi abbandonati per consumare le violenze

Il luogo della seconda violenza

Si fingeva agente di top model per adescare le donne e violentarle. Lo aveva fatto una prima volta nel 2014 e lo ha rifatto a fine 2015. Si tratta di un cittadino italiano di 43 anni, Luca C., senzatetto di Sesto San Giovanni (Milano). Contro di lui gli agenti del commissariato di Monza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di violenza sessuale: è stato bloccato sabato 13 all'interno di una mensa per persone bisognose a Milano.

Le indagini sono state avviate a novembre, coordinate dalla procura della Repubblica di Monza, dopo la denuncia di una donna violentata a Sesto. I successivi accertamenti hanno consentito di riscontrare delle importanti analogie che hanno indotto la polizia a ritenere che l’autore della violenza potesse essere il presunto responsabile di un altro episodio commesso nel 2014, sempre nel comune dell'hinterland milanese, e per il quale il Commissariato di Monza aveva svolto un’attività d’indagine, identificandone l’autore risultato poi irreperibile.

Nei due casi, il presunto responsabile delle violenze ha adottato lo stesso modus operandi: millantava di essere il titolare di un’agenzia di modelle, offrendo alle vittime un’opportunità di lavoro rivelatesi, poi, subordinate a delle prestazioni sessuali. Adescava delle donne dalla personalità debole e scarsa capacità reattiva. Una volta carpita la fiducia, invece di condurle nel sedicente studio dell’agenzia, portava le vittime in luoghi abbandonati per consumare le violenze. La prima vittima era stata adescata su Facebook mentre la seconda era stata 'abbordata' in corso Buenos Aires. La donna era appena stata rifiutata durante un colloquio e lui - che si faceva chiamare Gianlunca - le aveva promesso un posto grazie alla sua agenzia.

Il disoccupato era già noto per diversi precedenti. In passato, dopo la morte della madre, aveva depredato le risorse economiche alla sorella non vedente. Attualmente dimorava in una cantina di un palazzo abbandonato a Milano.

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