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Il boss Pepé Flachi torna in carcere: "Incontrava trafficanti anziché curarsi"

Era ai domiciliari per un grave tumore ma aveva intessuto rapporti con un trafficante montenegrino

Il boss Pepè Flachi, all'anagrafe Giuseppe, torna in carcere. 51 ann, già "re" dell'eroina, arrestato l'ultima volta nel 2011 e condannato a vent'anni nel 2013, aveva ottenuto i domiciliari in via Casarsa, nel quartiere di Bruzzano, perché affetto da un grave tumore. Ma secondo gli investigatori, anziché curarsi alla clinica Pio X, incontrava spesso un trafficante di cocaina di origine montenegrina. Così, il 12 dicembre 2013, viene arrestato di nuovo. Il gip però non convalida l'arresto per Flachi perché non ritiene sufficientemente provato che lui e la sua organizzazione avessero un debito per droga col montenegrino.

Di diverso avviso il procuratore aggiunto Laura Barbaini, per la quale Flachi deve tornare in carcere: primo, perché ci sono le fotografie che lo ritraggono con il trafficante. Secondo, perché la sua permanenza ai domiciliari lo rende pericoloso per la collettività, visto che "ha rinsaldato i rapporti con esponenti di vertice della criminalità" anziché pensare a curarsi.

E così, a dicembre 2013, Flachi è tornato in carcere. Ora è in corso il processo d'appello. 

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