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BreBeMi, accessi dimezzati rispetto alle previsioni: -50%

I dati (non ufficiali) impietosi sugli accessi nei primi tre mesi

Non bastano i proclami trionfalistici, i comunicati stampa, 'le critiche a chi critica' (contro i concorrenti che fanno pubblicità comparativa, contro i ragazzi che giocano a calcio sulla strada vuota). La BreBeMi, l'autostrada che collega Brescia con Milano, non decolla. Ed è facile notarlo facendoci un giro, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Le possibilità di rimanere imbottigliati in qualche ingorgo da traffico è remotissima. 

Il costo 'monstre' del pedaggio (il doppio dell'A4) rimane un ostacolo attualmente insormontabile. E il flusso veicolare si attesterebbe a un -50% rispetto alle previsioni, secondo quanto riportato da Repubblica (dati non confermati dalla società): si attendevano 40mila mezzi (invece sono intorno ai 20mila), 60mila con il 2015. Ma siamo lontani. Senza grosse prospettive. 

Chi pagherà l'eventuale defaillance del piano di guadagni ventennale? Non di certo i privati, che qui c'entrano poco, nonostante il "project financing". 

Degli 1,818 miliardi di euro di prestiti, 820 arrivano dalla Cassa depositi e prestiti (cioè il ministero dell'Economia) e 700 dalla Banca europea investimenti

E di sicuro le banche private si sono già tutelate in anticipo, scrive ancora Repubblica. Perché è vero che hanno anche investito di tasca propria, ma contemporaneamente ci hanno guadagnato. Infatti il miliardo e mezzo di finanziamento pubblico non è andato direttamente alla società, ma è passato prima dal consorzio di banche dietro il progetto (Intesa, Unicredit, Mps, Centrobanca e Credito Bergamasco) che a sua volta lo ha rigirato a Brebemi Spa ad un tasso più elevato, un bel 7,8 per cento.

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