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Rfiuti nel campo rom di via San Dionigi

Rfiuti nel campo rom di via San Dionigi

A Milano quasi 3mila rom: 6 milioni di euro nel 2013-2014 "per l'integrazione"

I campi nomadi abusivi e legali; i numeri, i dati e quanto l'amministrazione Pisapia s'appresta a fare (e ha fatto) nel biennio 2013-2014

«Superare i campi rom e impostare percorsi di integrazione riservati a chi accetta di vivere nelle regole, con dignità e nella parità di opportunità di accesso ai servizi», è questo l’asse portante degli interventi che il comune di Milano ha avviato per il biennio 2013 – 2014 riguardo la situazione dei campi rom a Milano. MilanoToday ha analizzato la situazione insieme a Palazzo Marino. 

CHIAREZZA - Per molto tempo si è parlato di insediamenti irregolari, di case popolari date alle persone di etnia rom e non agli italiani, di sgomberi, ma chiarezza sulla presenza di queste persone nel capoluogo lombardo e sugli interventi che l’amministrazione ha attuato e attuerà, raramente è stata fatta.

QUANTI ROM CI SONO - Secondo gli ultimi dati del Comune, a Milano ci sono 7 campi rom regolari: via Impastato, via Negrotto, via Bonfadini, via Martirano, Via Chiesa Rossa, via Idro e via Novara. In questi campi ci sono circa 700 persone in prevalenza di etnia sinti di origine italiana e a seconda dei campi, Rom della Romania o della ex Jugoslavia. Questi sono campi che esistono da diversi anni, vi sono poi insediamenti irregolari (aree o edifici occupati) già presenti da tempo sul territorio meneghino: via Cassinis, via Martirano, viale Forlanini, via Sesto San Giovanni, via Selvanesco e via Vaiano Valle.

GLI ABUSIVI - Ulteriori insediamenti spontanei di più recente origine (dal 2011) sono sorti in altre zone della città: via Silla, l’area ferroviaria nei pressi di piazza Tirana, via Brunetti e via Montefeltro, via Cima. In tutto in questi campi si trovano tra i 1.500/1.700 rom di origine romena e minoranze provenienti dalla Bosnia. Vi sono poi tra i 200/300 caminanti (siciliani, campani e abruzzesi) che si insediano stagionalmente presso il parcheggio di Lambrate, viale Suzzani, Bisceglie, via Cusago o in zona sud est della città. Per un totale di circa 2.500/2.800 rom. Il numero è variabile proprio per il carattere temporaneo degli insediamenti. Nel corso degli ultimi mesi sono stati fatti alcuni interventi di allontanamento significativi.

COSA E' STATO FATTO - Il 25 luglio sono stati allontanati i Rom che si erano insediati abusivamente in via Cristina di Belgioioso. Di essi 21 adulti e 9 minori sono stati accolti nel Centro di Emergenza Sociale di via Barzaghi. Il 10 settembre è stato sgomberato l’insediamento di via Malaga, sito in un’area delle Ferrovie dello Stato. A questi vanno aggiunti circa 50 allontanamenti di camper realizzati in un anno. Nel corso dell’autunno saranno allontanate anche le persone che occupano l’area di via Montefeltro.

LA PROCEDURA - Tutti questi interventi sono stati fatti secondo precise procedure d’intervento, come viene sottolineato dall’assessorato alla sicurezza e coesione sociale: «Le modalità con cui questa amministrazione vuole operare riguardo alle occupazioni e ai campi rom prevedono che venga innanzitutto individuata la proprietà dell'area e che insieme questa venga definito un percorso per la messa in sicurezza per impedire che una volta fatto l’allontanamento l’area venga nuovamente occupata». Non solo con la proprietà, l’amministrazione sta cercando di dialogare anche con coloro che vivono nei campi: «Contemporaneamente viene avviato un dialogo con le persone presenti nel campo, grazie alla collaborazione di mediatori, enti di rappresentanza delle comunità Rom e Sinti, realtà del Terzo Settore presenti nel campo a vario titolo. A chi lo desidera - a determinate condizioni, per esempio la frequenza scolastica dei bambini - vengono proposti percorsi di integrazione».

I FONDI STANZIATI - Il 23 marzo di quest’anno è stata firmata la Convenzione con la Prefettura di Milano per la gestione del progetto rom, sinti e camminanti. Le risorse economiche che sono state assegnate dal Ministero dell’Interno e vincolate all’attuazione della convenzione ammontano a 5.691.000 euro per il 2013 e 2014. I fondi verranno impiegati in tre ambiti di intervento. Il primo riguarda l’allontanamento dai campi irregolari, la messa in sicurezza delle aree anche in accordo con i privati, la gestione della prima accoglienza nei centri di emergenza sociale e ad esso sono assegnati circa 2,2 milioni. Il secondo è destinato all’accompagnamento sociale, abitativo e lavorativo, attuato esclusivamente tramite enti del terzo settore, per circa 1,3 milioni; il terzo riguarda infine interventi di gestione dei campi esistenti, i controlli della polizia locale e la realizzazione di un campo di sosta temporanea (circa 1,3 milioni).

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