Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Migranti, giudici contro la Regione: "Criteri discriminatori per il fondo affitti"

Il criterio della residenza e dell'attività lavorativa per accedere al fondo affitti della Regione giudicato discriminatorio e incostituzionale

E' discriminatorio il requisito di risiedere o lavorare in Lombardia da cinque anni per accedere al "fondo affitti" della Regione, con il quale viene erogato un contributo economico pari a due mensilità (ed un massimo di 1.200 euro) ai nuclei familiari con meno di 7 mila euro di Isee per prendere casa in locazione.

E' il senso di una sentenza della Corte d'Appello di Milano, che in precedenza aveva sollevato la questione di illegittimità costituzionale presso la Corte Costituzionale, la quale aveva dichiarato l'incostituzionalità del requisito della residenza da 5 anni. Ora i giudici dell'Appello hanno sentenziato che è discriminatorio anche il requisito dell'esercizio di una regolare attività lavorativa in Lombardia e hanno ordinato alla Regione di ammettere gli stranieri al contributo economico a parità di condizioni con i cittadini italiani.

I due requisiti (la regolare attività lavorativa da 5 anni e la residenza da almeno 10 anni in Italia o da almeno 5 anni in Lombardia) erano stati inseriti dalla Regione in un bando ed erano criteri a cui dovevano attenersi esclusivamente gli stranieri.

Tutto ha tratto origine da una causa promossa da una donna salvadoregna e dalle associazioni Asgi (Studi giuridici sull'immigrazione) e Apn (Avvocati per niente). Asssociazioni secondo cui la sentenza rappresenta "un ulteriore passo verso una effettiva uguaglianza tra italiani e stranieri che dà applicazione a uno dei principi fondanti della nostra democrazia, che garantisce effettiva integrazione tra le diverse comunità e con essa il progresso sociale, contrastando le tendenze di una parte della politica a creare divisione e contrapposizioni sulla base della cittadinanza".

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