Maxitruffa da venti milioni di euro ai francescani, tre frati verso il processo

La decisione del gip è arrivata su richiesta della curia generalizia che si era opposta all'archiviazione

Frati (immagine repertorio)

La procura di Milano dovrà chiedere il processo per appropriazione indebita per i tre frati francescani, ex amministratori di tre enti dei Frati Minori, nell'inchiesta su un ammanco di circa 20 milioni di euro. La decisione è stata presa dal gip Maria Vincidomini che non ha accolto la richiesta di archiviazione e disponendo l'imputazione coatta; archiviazione a cui si era opposta anche la Casa generalizia dell'ordine dei Frati Minori.

L'inchiesta era scattata dopo il "buco" da 20 milioni emerso nel 2014 e vedeva indagato anche un sedicente "investitore-fiduciario": Leonida Rossi, poi morto suicida. E le indagini avevano portato gli inquirenti fino in Svizzera per ricostruire le vicende che hanno portato alla sottrazione del denaro, frutto di donazioni e lasciti, ma anche di affitti. 

Investimenti che avrebbero portato sul lastrico l'ordine religioso e che costrinsero il ministro generale dei frati, padre Michael Perry, a chiedere una colletta alle province religiose.

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