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Repertorio

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Milano, acqua normale venduta come terapeutica: imprenditore accusato per frode

L’avviso di chiusura indagini, è stato notificato a Giuseppe Anguilla, imprenditore 54enne

La procura di Milano ha chiuso le indagini ed è pronta a chiedere il processo per un imprenditore accusato di aver piazzato sul mercato normale acqua potabile ma spacciata come “acqua terapeutica” e perciò venduta al prezzo di 2 euro a bottiglia. L’avviso di chiusura indagini, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, è stato notificato a Giuseppe Anguilla, 54enne di origini leccesi ma residente in Svizzera, ora indagato per frode al commercio.

Secondo quanto ricostruito dal pm Mauro Clerici, il 54enne, in veste di legale rappresentante della società di diritto elvetico Setthim, avrebbe commercializzato in Italia “acque destinate al consumo umano (acqua potabile) con marchi AcquaUro e AcquaEndo, realizzate con le acque in esubero dello stabilimento Fonti di Vinadio Spa, prive di effettive indicazioni terapeutiche, accompagnandole con deplian pubblicitari, distribuiti tramite medici urologi ed endocrinoligi, in cui venivano esaltate le sedicenti proprietà curative, indicate per patologie dell’apparato urogenitale ed endocrinologo, nonchè ponendole in vendita sul proprio sito on line con indicazione acque terapeutiche”.

La truffa dell'acqua venduta come terapeutica

L’uomo, sempre da quanto emerge dal capo di imputazione, per favorire la commercializzazione in Italia “sottoscriveva contratti di sponsorizzazione con la Sie, Società Italiana di Endocrinologia, e con la Siu, Società Italiana di Urologia, utilizzando gli acronimi di queste società sui deplian”.

L’inchiesta milanese scattò a fine marzo scorso dopo la denuncia di 82enne che aveva acquistato alcune bottiglie di “AcquaUro” su suggerimento del suo urologo di fiducia. La vittima “si lamentava sia del costo estremamente elevato dell’acqua suggeritagli sia anche del fatto quell’acqua sembrava del tutto simile a quella del rubinetto di casa”. Inoltre “precisava che l’acqua era acquistabile solo tramite contatto telefonico con ordine mimino di 4 confezioni da 6 bottiglie cadauna per un costo complessivo di 42 euro”. Nei mesi scorsi il pm Clerici aveva chiesto e ottenuto il sequestro preventivo tutti i lotti di “AcquaUro” e di “AcquaEndo” presenti sul territorio italiano.

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