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Cronaca

«Sei arrivata in vetta prima di tutti: buona strada, Altea»

Cattedrale di Lodi gremita per l'estremo saluto ad Altea Trini, investita e uccisa domenica. Sul suo feretro le firme degli amici: "Ci illuminavi col tuo sorriso. Grazie"

Lodi, una settimana dopo. Un altro funerale, giovedi' mattina. Sempre in centro, sempre nella cattedrale. Nessuno spazio per rimarginare la scomparsa di Giovanni Sali - carabiniere ucciso in circostanze misteriose - che la citta' piange un vita strappata a 17 anni.

Quando tutto deve iniziare, quando tutto sorride. Altea Trini, scout, e' stata uccisa e investita domenica mentre era in bicicletta, nelle campagne tra Casalmaiocco e Vizzolo, da un uomo che guidava probabilmente ubriaco, a velocita' pazzesca.
 

Funerali Altea Trini © Rovellini/MilanoToday

La follia della sua morte e' tutta in questa semplice descrizione. Ci sono pianti strazianti che accompagnano l'ingresso del feretro - in legno chiaro, con le firme degli amici, semplice e limpido come lo sguardo di Altea - in duomo. Presiede la funzione monsignor Giuseppe Merisi, vescovo della diocesi lodigiana. Gli scout si stringono intorno alla compagna che non c'e' piu', le sussurrano 'Buona strada'.
Sulla bara il caschetto dorato da sci della 17enne, la sua chitarra, la sua promessa, gli scarponcini. 'Quello con Altea e' stato un incontro intenso e breve - spiega don Cesare, diocesano dell'Agesci -, e ora siamo nel dolore, perche' sappiamo che non la vedremo piu'. Ma dobbiamo aspettare il momento in cui potremo stare con lei sempre'.
Poi viene letto il messaggio di un lupetto: 'Un bimbo timido - sorride don Cesare - che ha avuto la forza di scrivere: 'Sapessi come mi guardava Altea coi suoi occhi'... Occhi grandi e buoni, che facevano sentire questo piccolo accettato e stimato'. Si susseguono, rotti dall'emozione, i ricordi delle compagne: 'Ti vedo con la tavola da snow sottobraccio, cercavamo di tenere il tuo passo, ma eri la piu' brava di tutti; come dimenticare le risate in montagna, il tuo carattere forte anche nelle difficolta', non voltavi mai le spalle a nessuno'.
E ancora: 'Quante volte ci siamo addormentate strette, nella tenda, quante volte abbiamo condiviso la borraccia, la gavetta; quante volte siamo state davanti al fuoco. Qualche volta ti ho spronato nel cammino, eri stanca, ma stavolta hai superato tutti, sei gia' in vetta. Sei forte Alte'.
Un applauso accompagna l'uscita dal duomo della bara; dietro Altea gli adorati sci, i quali l'aspettavano per un'altra stagione nella montagna che adorava. Ma stavolta il suo sorriso sara' piu' su, piu' in alto dei picchi e della neve. Buona strada, Altea.
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