rotate-mobile
Cronaca

Domodossola, la città si stringe intorno alla Sgarella

L'ultimo addio all'imprenditrice che fu rapita a Milano dalla 'ndrangheta nel 1997. Gremita la chiesa Collegiata di Domodossola, il sindaco ha ricordato la mobilitazione di 14 anni fa

La città di Domodossola, luogo d'origine dell'imprenditrice trapiantata a Milano Alessandra Sgarella, si è stretta intorno ai familiari per l'ultimo saluto alla donna, morta prematuramente a 52 anni dopo una lunga malattia. La mamma e il fratello della Sgarella risiedono ancora a Domo.

La Sgarella è nota alle cronache per essere stata una delle ultime persone rapite dalla 'ndrangheta, nel 1997, prima della "conversione" al più redditizio traffico di droga. Nella chiesa Collegiata c'era tanta gente comune, ma anche gli amministratori locali, come il sindaco Mariano Cattrini che ha voluto ricordare la mobilitazione cittadina di quattordici anni fa per la liberazione della donna e la grande festa, proprio in Collegiata, alla notizia del rilascio.

L'omelia è stata officiata dal parroco, don Renzo Cozzi, che ha scelto il passo del Vangelo col miracolo della vedova di Nain, a cui Gesù resuscita il figlio deceduto, come un messaggio di speranza per chi è stato sfortunato in vita.

La salma è stata tumulata nel cimitero cittadino.

Si è deciso anche di far "saltare" la presentazione ufficiale della squadra di calcio della Pro Patria di Busto Arsizio (Va), prevista per il 2 settembre, di cui Pietro Vavassori, il marito della Sgarella, è da luglio il presidente.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Domodossola, la città si stringe intorno alla Sgarella

MilanoToday è in caricamento