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Funerali in Duomo (foto Mesa Paniagua)

Funerali in Duomo (foto Mesa Paniagua)

"Testimoni giusti, servitori del bene comune: teniamo viva la memoria"

I funerali di Stato del giudice e dell'avvocato uccisi da Claudio Giardiello in Tribunale. Le parole del cardinale Scola. Il capo dello Stato a colloquio coi familiari

Il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha incontrato per circa dieci minuti i familiari dell'avvocato Lorenzo Claris Appiani e del giudice Fernando Ciampi, due delle tre vittime della strage in Tribunale compiuta da Claudio Giardiello giovedì 8 aprile. L'incontro si è svolto prima dei funerali solenni, in Duomo, alla presenza anche dell'arcivescovo di Milano, Angelo Scola, dei presidenti di camera e senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, del presidente della corte d'appello di Milano, Giovanni Canzio, e del vice presidente del consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini. Presente al funerali anche il sindaco Giuliano Pisapia (qui la video intervista).

"Una tragedia che ci lascia ancor più sconcertati perché consumata in un luogo emblematico", ha detto Scola durante l'omelia, dopo il saluto alle autorità e ai familiari. "Una tremenda espressione di un male inaccettabile". E poi: "L'amore può vincere realmente la morte, anche questa orribile morte". Secondo le parole di Scola, "se la morte chiede di essere abbracciata dall'amore non abbiamo forse bisogno di fare di questo amore una sorgente di amicizia civica, un incisivo criterio di edificazione di Milano e delle terre lombarde in profonda trasformazione? Non e' questo un compito da riservare solo a quanti hanno responsabilità istituzionali", ma "deve cominciare dal profondo di ogni uomo e di ogni donna della nostra metropoli. Da queste morti deve nascere una maggior responsabilità di educazione civica, morale, religiosa".

Riguardo a quanto avvenuto, Scola ha invitato "a pregare perché Claudio Giardiello attraverso la giusta pena espiatoria prenda consapevolezza del terribile male che ha compiuto fino a chiederne perdono a Dio e agli uomini che ha così brutalmente colpito".

Scola ha definito le vittime "testimoni giusti, perché quotidiani e discreti servitori del bene comune", e ha invitato a non far cadere su di loro "la coltre soffocante dell'oblio. Mantenere desta la loro memoria è garanzia di fecondità".

Nella mattinata di mercoledì, a Monza, i funerali della terza vittima, Giorgio Erba.

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