Cronaca

Milano dice addio a Gualtiero Marchesi, tanti chef vip in chiesa: "Ora sei tra le vere stelle"

A Santa Maria del Suffragio l'ultimo saluto allo chef. Tanti i colleghi vip presenti in chiesa

Il feretro di Marchesi e i cuochi in divisa - Foto Emanuele Canta © Mt

Chiesa piena. Gli alti cappelli dei cuochi in divisa a svettare su tutti. E tanti chef, suoi "figli", tra la folla, fatta di amici e semplici cittadini. Milano ha detto addio a Gualtiero Marchesi, lo chef che rivoluzionò la cucina italiana morto martedì a ottantasette anni

I funerali si sono tenuti venerdì mattina nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, gremita e commossa. Le esequie sono state accompagnate dalle note di Bach che i nipoti musicisti dello stesso Marchesi, Guglielmo, Lucrezia e Bartolomeo, hanno voluto suonare per il nonno.

All'arrivo del feretro, un uomo ha sollevato un cartello con la scritta "Adesso sei tra le vere stelle", in riferimento alla scelta dello chef - anche quella unica - di restituire alla prestigiosa Guida Michelin, con cui si era duramente scontrato, le stelle che gli erano state assegnate

I cuochi in divisa al funerale di Marchesi - Foto © Canta

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Tutti gli chef vip in chiesa

E di "stellati" venerdì in platea ce n'erano tanti. Tutti chef cresciuti sotto l'ala del Maestro - così era chiamato Marchesi -, che gli hanno voluto dire addio per l'ultima volta. In chiesa hanno così trovato spazio Davide Oldani - che lo ha descritto come lo "Steve Jobs della cucina", per la sua capacità di innovare - Enrico Cerea, Antonio Santini, Pietro Leemann, Ernst Knam Massimo Bottura. E ancora: Antonio Cannavacciuolo, Philippe Léveillé, Claudio Sadler, Enrico Darflingher, Toni e Terry Sarcina, Sergio Mei, Lino Stoppani.

Assenti, invece, Carlo Cracco - altro "figlioccio" dello chef - e Berton, che non sono riusciti a tornare da Dubai e dalle Maldive in tempo utile. Proprio il cuoco vicentino, che si trova a Dubai per lavoro, ha raccontato su Facebook che "ieri sera qui si celebrava la cucina italiana. Abbiamo ricordato il Maestro Marchesi con un lungo applauso e ho cercato di spiegare a chi non lo conosceva personalmente quanto sia stato fondamentale per il nostro mondo. Noi tutti gli dobbiamo qualcosa e il nostro dovere è quello di tenerne viva la memoria e i suoi insegnamenti". 

Una via per Marchesi

Non solo l'addio, però. Perché Milano, per ammissione del sindaco Beppe Sala, è pronta a tenere viva la memoria del cuoco meneghino.

Giovedì, durante la visita alla camera ardente al teatro Dal verme, il primo cittadino ha promesso che tra dieci anni - il tempo stabilito per legge - in città ci sarà via Gualtiero Marchesi

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