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La folla ai funerali di Lea Garofalo (Twitter @ Francesca Barra)

La folla ai funerali di Lea Garofalo (Twitter @ Francesca Barra)

Funerali di Lea Garofalo, piazza Beccaria gremita di gente

Presente anche il sindaco della città calabrese d'origine. La figlia Denise: "Questo è successo per il mio bene, non smetterò mai di ringraziarti"

Piazza Beccaria gremita di persone ai funerali di Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia fatta uccidere dall'ex compagno nel 2009. Moltissime persone alla cerimonia laica condotta da don Luigi Ciotti, presidente di "Libera". Presenti le massime autorità cittadine, oltre ai gonfaloni dei comuni di Brugherio, Policastro, Bellusco e Milano (listato a lutto), oltre che della regione Molise, della regione Lombardia e altri ancora.

"E' giusto che abbia un funerale dignitoso", aveva detto la sorella Marisa ringraziando i sindaci di Milano e di Petilia Policastro (Crotone), di cui la famiglia è originaria. "Ma avrei voluto che un po' di queste attenzioni le avesse avuto in vita, anzi, ne avesse avute un decimo forse sarebbe ancora in vita". Poi si era rivolta alla figlia Denise: "Sono qui per dirle che sua zia è dalla sua parte ed è orgogliosa".

Mazzi di fiori sono stati distribuiti alla folla dietro le transenne. Alla gente è stato consegnato anche un segnalibro con una foto della Garofalo e la frase "In ricordo di Lea, la mia giovane mamma uccisa per il suo coraggio", a firma di Denise.

Il sindaco di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi, è in piazza con la fascia tricolore: "Presto organizzeremo una giornata dedicata alle donne coraggiose e quindi a Lea", ha spiegato il primo cittadino della città del Crotonese. Nicolazzi ha anche promesso che intitolerà alla Garofalo un'area della città.

"E' Denise che ci ha invitati qui per dire ciao alla sua mamma, e a lei vogliamo dare un forte abbraccio", ha ricordato don Luigi Ciotti, presidente di "Libera", che ha parlato all'inizio della cerimonia.

La figlia Denise ha preso la parola verso le 11.30, parlando in collegamento da una località protetta. "Se è successo questo - ha detto - è solo per il mio bene, e non smetterò mai di ringraziarti".

FERETRO - A trasportare la bara di Lea Garofalo sono stati il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, il direttore de "La Stampa", Mario Calabresi, oltre a Nando Dalla Chiesa e due parenti di vittime di mafia. Il feretro ha lasciato piazza Beccaria tra le note di "Ave Maria" di Fabrizio De André.

Presente a Milano anche la deputata calabrese del Pdl Rosanna Scopelliti, figlia di Antonino, sostituto procuratore generale della corte di cassazione, assassinato dalle cosche in Calabria nel 1991 e co-fondatrice del movimento antimafia "Ammazzateci Tutti". La Scopelliti ha affermato che "Noi tutti abbiamo un enorme debito di riconoscenza e grande ammirazione per il suo coraggio", parlando di Lea Garofalo.

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