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L'ultimo immenso abbraccio a Shirley, uccisa da un filobus passato col rosso

Alle esequie anche i vertici Atm e tanti amici e famigliari

Un immenso dolore. Ma anche compostezza e dignità. Tantissime persone, sabato, hanno preso parte ai funerali di Shirley Ortega Calangi, la donna 49enne sbalzata dal filobus passato con il rosso dopo un violento schianto contro un furgoncino Amsa. 

"Noi crediamo nella giustizia": sono queste le poche parole di Christian Ghinaglia, compagno della vittima.

"Io non sono parte della famiglia però la famiglia ha dato in mano la questione a un avvocato e sono in attesa di avere la loro giustizia. Io non posso dire altro", ha proseguito il fidanzato. In mezzo a tanti amici e conoscenti - la cerimonia è iniziata un po' in ritardo visto il grande afflusso -, anche i vertici Atm hanno voluto partecipare alle esequie.

"Hanno chiamato per informarci e chiedere se potevano venire, ma Shirley è una persona che accetterebbe chiunque, perché la colpa è di una persona, non è di Atm, per noi chiunque vuol venire è accettato", ha detto il fidanzato.

Ai funerali, quindi, sono intervenuti anche il presidente di Atm Luca Bianchi, il dg Arrigo Giana e alcuni dipendenti in divisa dell'Azienda dei trasporti milanesi. Le esequie si sono celebrate nella chiesa Santa Maria Ausiliatrice di Cassina de' Pecchi, il comune alle porte del capoluogo lombardo dove vivono parenti e amici della donna, e dove c'è una storica comunità filippina. La messa, con centinaia di persone e chiesa gremita, è stata officiata dal cappellano della comunità filippina in due lingue, appunto il filippino e l'italiano.

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