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Cronaca

La "banda green" e i furti nelle case in centro a Milano: fughe in monopattino dopo i raid

In manette 5 uomini: sono accusati di quattro furti riusciti e tre tentati. Sono stati arrestati dalla polizia

Sempre stesso orario: tra le 19 e le 21. Sempre stesso territorio di caccia: le vie del centro di Milano, le più "ricche". Sempre la stessa fuga "green" - una sorta di firma sui colpi - a bordo di monopattini o bici elettriche. Tanto che per stargli dietro, alla fine, i poliziotti hanno dovuto improvvisare servizi su due ruote, riuscendo a incastrarli.

Le manette sono scattate per cinque uomini, tutti arrestati in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Alberto Carboni. I cinque sono ritenuti parte di una banda specializzata in furti in appartamento, che tra il 15 aprile 2023 e il 15 dicembre 2023 avrebbe colpito sette volte sotto la Madonnina. In carcere sono finiti il 31enne cileno Angelo Nunez Salinas, il 25enne suo connazionale Robinson Nunez Salinas, il 31enne Peter Casanga Munoz - anche lui cileno -, il 26enne Bastian Villagra Rojas e l'italiano Riccardo Palmini, di 26 anni. A fermarli sono stati gli agenti della II sezione della squadra mobile, guidati da Giovanni Calagna, che hanno iniziato a indagare su una serie di raid nel capoluogo che avevano numerosi punti in comune fra loro, tanto da lasciare ipotizzare che fossero tutti dello stesso gruppo. 

Guardando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza delle strade e dei palazzi "visitati" dai ladri, i poliziotti hanno subito notato che erano in collegamento tra di loro con dei cellulari. Facendo un approfondito esame delle celle, gli investigatori - coordinati dalla pm Giulia Floris - hanno quindi isolato alcuni numeri di telefono che erano sempre presenti in tutti e sette i colpi. Da lì, con pedinamenti e "inseguimenti" in bici, gli agenti hanno poi associato ogni numero alla identità dell'utilizzatore, verificando anche che i componenti della banda si scambiavano quei telefoni tra di loro per utilizzarli al momento dei blitz. 

Seriali e veri specialisti del settore, i cinque avevano un modus operandi sempre identico. I colpi scattavano con il buio e i banditi entravano in azione appena un residente dell'edificio scelto usciva dal palazzo lasciando per un attimo il portone aperto. A quel punto, una volta dentro, i ladri si arrampicavano dalla facciata interna ed entravano nella casa mentre il palo restava fuori a controllare che non arrivassero forze dell'ordine o vittime. A blitz terminato e bottino raccolto, scattava poi la fuga con le bici o i monopattini - due sono stati rubati proprio durante i furti -, così da essere più agili e veloci in caso di controllo. 

I cinque, stando a quanto si legge nelle carte dell'inchiesta, hanno svaligiato un appartamento in zona Cinque vie il 15 aprile portando via orologi e monili per oltre 10 mila euro, un'abitazione il 19 ottobre in Cenisio - bottino di 20mila euro tra orologi, abiti e un monopattino -, un'altra casa in Sant'Ambrogio la sera del 9 novembre rubando una macchina fotografica, uno zaino e un secondo monopattino, e un ultimo appartamento il 15 dicembre in zona Monumentale mettendo le mani su tre orologi e vestiti per 2mila euro. Nell'ordinanza - in cui ai cinque vengono contestati anche tre tentati furti non andati a segno - il giudice sottolinea come gli "indagati ponevano in essere furti in abitazione in maniera seriale e utilizzavano speciali accortezze - come ad esempio l'impiego di schede Sim dedicate - che denotano una capacita criminale non minimale". 

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