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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

La banda da un milione di euro e gli assalti militari ai caveau del lusso

Nove persone in manette. In tre mesi almeno undici colpi: nel mirino sempre i caveau che custodivano accessori delle più prestigiose griffe

Organizzati, rapidi, paramilitari, quasi infallibili. Con i colpi pianificati sempre nei minimi dettagli: dal furto dei mezzi per i raid fino alle tecniche per coprirsi la fuga, passando per i passi da seguire una volta all'interno. Metodici, schematici, seriali con i blitz messi a segno sempre e soltanto nei caveau dei magazzini che custodivano gli accessori delle più prestigiose griffe della moda italiana. I carabinieri del comando provinciale di Monza hanno arrestato venerdì mattina nove uomini, tutti cittadini romeni, accusati di far parte di una banda specializzata in furti di capi di abbigliamento e prodotti di marca. 

I fari dei militari sui nove - a cui viene contesta l'accusa di associazione per delinquere - si sono accesi a novembre scorso, quando i banditi avrebbero razziato il capannone della ditta "Ma.Bi" di San Daniele del Friuli, in provincia di Udine, portando via merce per 352mila euro. I nove avevano fatto accesso nel deposito dell'azienda - che effettua il "controllo qualità" per conto di un noto marchio della moda - sfondando i cancelli usando un camion come ariete per poi fuggire con il bottino. 

Analizzando le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza della zona, gli investigatori - coordinati dal pm  Manuela Massenz - hanno ricostruito che i mezzi utilizzati per il colpo erano stati riubati nelle ore precedenti tra Udine e Pordenone. Partendo dai veicoli, i carabinieri sono riusciti a verificare che la banda aveva la propria base operativa nella provincia di Monza e Brianza e che, sotto la guida dello stesso capo, il titolare di un'officina di Paderno Dugnano, nel Milanese, si occupava invece di conservare la merce rubata in cambio di 2mila euro. 

Stando a quanto accertato dai militari con attività tecniche e ambientali, i nove sarebbero responsabili di almeno undici colpi avvenuti in soli tre mesi in tutto il Nord Italia: raid che avrebbero fruttato un bottino di almeno un milione di euro. Sempre identico il modus operandi usato dal gruppo: l'arrivo sul posto con macchine rubate - 75 i furti d'auto di cui sono accusati -, l'ingresso nei caveau utilizzando le vetture come ariete, i colpi rapidissimi e poi gli incendi di copertoni sistemati sulle principali vie d'accesso ai magazzini svaligiati per impedire l'arrivo immediato delle forze dell'ordine. 

Ma alla fine la banda, al cui interno ognuno aveva un proprio compito preciso, è caduta nella rete dei militari. Giovedì, poche ore prima degli arresti, i carabinieri sono anche riusciti a recuperare all'interno dell'autofficina di Paderno 345 borse di lusso in pelle, nuove, che erano state rubate la notte precedente in una pelletteria di Reggello, nel Fiorentino. In quello che è stato l'ultimo colpo della banda da un milione di euro. 

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