Vittime distratte e auto svuotate: così agiva la banda 'operaia' dei supermercati, 7 arresti

Tra gli arrestati c'è anche un negoziante di via Padova complice della banda: la storia

Immagine di repertorio

Era la loro attività quotidiana e, come ogni attività lavorativa, richiedeva impegno e dedizione. Per cui non era raro che fin dalle prime ore del mattino si mettessero in auto per raggiungere il loro obiettivo: parcheggi di supermercati e centri commerciali per la gran parte a Milano e dintorni ma anche a Novara, Alessandria, Brescia, Parma, La Spezia, Pisa, Livorno e Firenze. La loro consolidata attività criminale - basti pensare che gli vengono contestati 54 episodi in poco più di un anno - è stata smantellata da un'indagine degli uomini del Commissariato Greco Turro, guidati da Giorgia Iafrate. Sabato mattina, gli agenti coordinati dall'ispettore Emanuele Brignoli, hanno arrestato sette persone: sei uomini e una donna. Sono accusati di associazione a delinquere per furti commessi per lo più contro donne anziane e sole.

L'attività investigativa, stando a quanto raccontato dagli investigatori, è stata complessa perché non è stato facile analizzare i tabulati dei responsabili, che cambiavano utenza telefonica molto spesso. Così come, una volta individuati i sospettati, non sempre si riusciva a capire il loro linguaggio in uno spagnolo molto gergale. L'unico aiuto è arrivato da Facebook, dove i protagonisti alimentavano un fitto scambio di informazioni tra loro.

Ognuno nell'organizzazione aveva un ruolo ben definito. C'erano i promotori - i peruviani Juan Alexander Zapata Buckley di 45 anni e Ruben Cespedes Lino di 30 - incaricati dei colpi. C'erano poi le 'braccia', che eseguivano il furto, e gli autisti: Fiorella Jackelin Utani Valencia, detta 'Pepita Pepa', peruviana di 27 anni, Sandro Rafael Collio Astudillo, cileno 47enne, Manuel Francisco Rodriguez Ramos, detto 'Colon', 34enne di origini peruviane, Jose Luis Acosta Ruiz, detto 'Luchi Campeon' cubano di 53 anni, e l'italiano Giuseppe Colianni, 66enne titolare di un negozio di telefonia in via Padova dove i membri della banda - stando alle accuse - andavano sistematicamente a svuotare le carte di credito delle vittime.

Ecco la banda in azione: video

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L'operazione 'Plata' - parola usata dai sei sudamericani per parlare del denaro - è cominciata dopo una prima denuncia nel marzo del 2016. Una signora era stata vittima del furto della propria borsa all'interno del parcheggio interrato dell'Esselunga in viale Suzzani. Il mese successivo, un altro colpo analogo, ha dato la svolta alle indagini: nel parcheggio della medesima catena di supermercati in viale Papiniano - dotato di un sistema di videosorveglianza in hd - una banda di tre persone era riuscita a rubare borsa e portafogli ad una cliente. L'elevata qualità dell'immagine permette di individuare una delle auto usate dalla 'batteria' di ladri: una Renault Scenic - l'altra è un'Opel Zafira - e le fisionomie dei malviventi.

Il negoziante di via Padova complice della banda

Il lavoro degli investigatori è certosino e nei mesi porta i suoi frutti. Si ricostruisce il modus operandi. Ai colpi, per esempio, partecipavano solo tre persone: 'mente', 'braccio' e 'autista'. A volte la banda si divideva in due batterie per lavorare in contemporanea in due posti diversi. Non facevano male alle vittime ma con una scusa, spesso gettavano monetine a terra, la distraevano e le rubavano quanto incustodito in auto. Erano degli 'operai'.

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Grazie alle collaborazione con il Comune di Milano - telecamere Area C - la polizia ricostruisce i movimenti delle due monovolume usate dalla banda, in realtà intestate a prestanomi. Poi, insieme alla guardia di finanza, si risale al negozio di via Padova dove di volta in volta i sudamericani vanno a 'strisciare' le carte di credito nella speranza di prosciugare quanto più possibile i conti delle vittime. I dati parlano di operazioni per almeno 15mila euro andate a buon fine - soldi poi divisi fra i sette membri - e almeno 80mila euro tentativi falliti. Il giorno dell'arresto vengono complessivamente sequestrate 15 borse griffate e altrettanti portafogli, oltre a diverse carte di credito rubate e 4mila euro in contanti. Le indagini proseguono per accertare gli altri eventuali 'lavoretti' degli operai del furto.

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