Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Furti e rapine con la truffa dei biglietti della lotteria, nuovi arresti dei carabinieri

Ancora sotto i riflettori la tecnica del Tocomocho, diffusa in Sudamerica ma rara in Italia

Uno dei malviventi in azione

Utilizzavano una truffa detta del Tocomocho, molto diffusa in Sudamerica ma finora pressoché sconosciuta in Italia, con la quale facevano credere alle vittime di poter cedere loro dei biglietti vincenti di lotteria, che loro non potevano incassare per le più varie ragioni. Una truffa, appunto, perché in cambio i malviventi chiedevano una somma (di valore inferiore alla vincita promessa) in denaro o in gioielli, ma poi rifilavano carta straccia.

I carabinieri di Rho avevano già sgominato due bande di peruviani nel mese di novembre 2018, con 22 arresti, ma ora hanno ricostruito altri 43 colpi (perpetrati soprattutto in provincia di Milano ma anche in altre località come Firenze o Roma) di cui i malviventi si sono resi protagonisti e hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare per 14 persone, 13 peruviani e un italiano, di cui 6 già colpiti a novembre per lo stesso motivo. I nuovi colpi hanno fruttato, secondo i calcoli degli investigatori, ricavi per 45 mila euro in contanti e 25 mila euro in gioielli.

Video: i rapinatori in azione

Le vittime prescelte erano donne sudamericane non più giovanissime, che svolgono lavori umili e che venivano giudicate facilmente truffabili. Carpita la loro fiducia, i malfattori facevano scattare il raggiro, offrendo come detto la possibilità di vincere premi in denaro (tra lotterie e altri concorsi vari) in cambio di denaro o gioielli. Di volta in volta accampavano scuse per giustificare di non poter riscuotere personalmente i premi: ora perché irregolari in Italia, ora perché con problemi ai documenti.

Ipnosi, droghe e amuleti

Talvolta la fiducia veniva carpita con tecniche di ipnosi o facendo assumere droghe alle vittime in grado di far perdere loro la memoria. I malviventi accompagnavano le vittime agli sportelli bancomat o si facevano portare in casa per lo scambio, rispettivamente, di denaro e di gioielli, spesso frutto dei risparmi di una vita, e in cambio, agendo sulla superstizione, consegnavano dei calzini spiegando loro che all'interno, insieme al biglietto vincente, c'erano amuleti di vario tipo. Nei calzini recuperati dai carabinieri della Compagnia di Rho, diretti da Simone Musella, vi era in realtà di solito carta straccia.

Tutte le persone identificate rispondono di associazione per delinquere finalizzata alla rapina aggravata. Cinque dei 14 ora colpiti sono irreperibili all'estero. In sei sono già in carcere da novembre e raggiunti da una nuova ordinanza di custodia cautelare, due sono stati posti agli arresti domiciliari e, infine, per una persona è stato stabilito l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L'intera operazione trae origine da una indagine su ladri specializzati in colpi in ristoranti e aeroporti. Proprio durante quel lavoro, i militari avevano notato una serie di colpi "strani" e avevano così acceso i riflettori sulla nuova organizzazione, dedita esclusivamente alle truffe con la tecnica del Tocomocho.

Video | "Episodi concreti di ipnosi"

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A novembre i carabinieri avevano anche individuato il sistema con cui i malviventi "ripulivano" soldi e gioielli, incastrando due italiani, titolari di altrettanti Compro Oro della zona di viale Monza, e un ricettatore egiziano.

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