Colpo grosso nella gioielleria del Quadrilatero: rubato un diamante (con "l'ok" della banca)

La polizia è riuscita ad arrestare il ladro due ore dopo, mentre ripartiva verso Napoli. I fatti

Foto da Instagram Scavia

Sono riusciti, non è ancora chiaro come, a fare in modo che la banca desse il via libera. Tanto che lui, dopo qualche minuto di attesa, ha potuto lasciare tranquillamente il negozio con il bottino. Purtroppo per lui, però, la libertà è durata poco meno di due ore, perché in tempo record la vittima e la polizia hanno scoperto il raggiro e sono riusciti a bloccarlo. 

Un uomo di quarantadue anni, un cittadino italiano residente in provincia di Napoli, è stato arrestato venerdì dalle Volanti con l'accusa di truffa. La sua mattinata è iniziata verso le 11, quando si è presentato nella gioielleria Scavia di via della Spiga spiegando di essere la persona con cui il titolare aveva parlato al telefono nei giorni precedenti per concordare l'acquisto di un diamante dal valore di 52mila euro. 

L'assegno "vero finto"

Il truffatore ha consegnato un assegno circolare di una banca di credito cooperativo del Sud, che l'addetto di Scavia ha portato in banca per le verifiche del caso. Il vicedirettore - stando a quanto ricostruito dalla Questura - ha telefonato due volte al numero della filiale, trovato su internet, e da lì ha ricevuto - per entrambe le volte - rassicurazioni sul fatto che l'assegno fosse regolare e coperto.

Così, il 42enne ha preso il diamante ed è andato via. Pochi minuti dopo, però, in banca è scattato l'allarme perché il vicedirettore - evidentemente non convinto - ha telefonato al centralino della banca e da lì ha scoperto che quell'assegno era nient'altro che carta straccia. 

A quel punto da Scavia - che anni fa era stata teatro di una rapina milionaria - hanno allertato la polizia. Decisiva è stata la testimonianza di uno degli addetti alla sicurezza, che si è ricordato di quella frase - "Vado a prendere il treno" - pronunciata dal truffatore.

Fermato in Centrale

Alle 13 gli agenti hanno trovato il 42enne proprio in stazione Centrale, al binario 3. L'uomo si era già cambiato d'abito, ma il vigilante lo ha riconosciuto e segnalato agli investigatori. 

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Nello zainetto aveva il diamantino appena rubato. L'idea dei poliziotti è che lui fosse "semplicemente" l'esecutore materiale del raggiro, non l'organizzatore. Resta anche da capire come gli ideatori del colpo siano riusciti a "guadagnare" l'ok della banca. Due le ipotesi sul tavolo: o un complice nella filiale o, più probabilmente, in qualche modo i truffatori sono riusciti a entrare nella rete telefonica.

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