Mega furto nella villa londinese di Tamara Ecclestone: coinvolti (e in carcere) due lombardi

Le indagini di Scotland Yard arrivano a Milano, dove avrebbe "base" la banda. Ricercatissimi i due capi, specializzati in furti in mezzo mondo

Tamara Ecclestone col marito (Instagram)

Arrivano fino a Milano le indagini di Scotland Yard per il furto da 50 milioni di euro (in gioielli) ai danni di Tamara Ecclestone, figlia di Bernie, patron della Formula 1. Il furto avvenne il 13 dicembre 2019 nella villa da 57 stanze situata lungo la strada più costosa di Londra, Kensington Palace Gardens: una trentina di dimore di lusso capaci di costare anche 80 mila euro al metro quadrato. Tra i "vicini di casa", l'ambasciata russa, il proprietario del Chelsea Roman Abramovich, nonché William e Kate.

Si trovano attualmente in carcere due lombardi, il milanese A.D. e il varesino A.M., quest'ultimo incensurato. L'autorità giudiziaria del Regno Unito ha richiesto l'estradizione, anche se le procedure sono complesse: in particolare, è ancora valido il mandato d'arresto europeo tra Regno Unito e Italia, ora che il primo non fa più parte dell'Unione Europea? Sul punto si preannuncia una battaglia legale.

Ma come sono arrivati, gli investigatori, ai due lombardi? La svolta è avvenuta con l'arresto di Maria Mester, romena di 47 anni, appena atterrata a Stansted da Malpensa, il 31 gennaio 2020, e poi il fermo del figlio Emil Savastru. La donna faceva parte dello staff di lavoratori all'interno della villa e avrebbe avuto un ruolo attivo come "basista". In casa del figlio sarebbero stati trovati alcuni gioielli di proprietà di Tamara Ecclestone, ma non il grosso del bottino, che al momento pare svanito nel nulla. Savastru, secondo l'accusa a suo carico, avrebbe procurato un appartamento "da base" per gli autori della rapina.

La foto con orecchini da 300 mila sterline

La Mester sarebbe stata tradita da una fotografia postata su Facebook con indosso un paio di orecchini appartenenti alla Ecclestone, del valore di 300 mila sterline, che secondo i giornali inglesi indossava anche al momento dell'arresto. Seguendo a ritroso le "tracce" della donna, gli investigatori londinesi hanno identificato i complici della banda attraverso le immagini di sorveglianza di Milano, tra cui le telecamere in metrò. Per l'appunto i due lombardi, innanzitutto: A.D. avrebbe partecipato materialmente al maxi-furto, A.M. avrebbe fatto da palo. E poi due sinti: l'italiano J.J., considerato il capo della banda, e il croato (residente in Italia) D.V., enttrambi attualmente irreperibili e ricercati.

Irreperibili i "re" del furto

Si tratterebbe di "specialisti" nel furto, pluriricercati da varie polizie in Italia e all'estero. La banda, secondo le indagini, avrebbe base in alcuni campi rom del Milanese e sarebbe responsabile anche di altri "colpi" a Kensington, come quello nella villa di Frank Lampard, ex "stella" del Chelsea, che ora allena.

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