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Polizia

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Massacrano il vicino con un coltello e un martello: padre e figlio confessano

Sono Gaetano e Mattia Teofilo gli autori dell'omicidio di Stefano Epis. I due, padre 46enne e figlio 18enne, hanno confessato al termine di un lungo interrogatorio

Sono Gaetano e Mattia Teofilo gli autori dell'omicidio di Stefano Epis. I due, padre 46enne e figlio 18enne, hanno confessato al termine di un lungo interrogatorio in questura davanti al procuratore aggiunto, Alberto Nobili, e al sostituto, Letizia Mocciaro. Erano stanchi delle continue minacce subìte da parte del loro vicino di casa, già querelato tre volte in passato proprio per paura delle sue ritorsioni: Epis, 48 primavere, non sopportava l'abbaiare del cane, né il pianto del più piccolo dei Teofilo e nei giorni precedenti alla sua morte era perfino arrivato a intimidire con violenza il bimbo di 3 anni.

Lo hanno ammazzato a martellate e coltellate martedì 10 marzo (il cadavere è stato rinvenuto venerdì 13). Per buona parte della notte - secondo le dichiarazioni che i killer hanno rilasciato agli inquirenti - Epis, che abitava nel piano sottostante l'abitazione dei Teofilo, aveva urlato ingiurie e minacce contro i Teofilo perché il bambino piccolo piangeva.

Così, intorno alle 6 del mattino, Gaetano prende un martello mentre Mattia si arma con un coltello e vanno giù dal vicino per "chiare" la faccenda.

Dopo il fattaccio - Epis sarà ritrovato con diversi tagli sul torace e con alcune contusioni sul cranio - padre e figlio abbozzano una pulizia parziale del salottino dove l'uomo è morto dissanguato poi si disfano delle armi e dei vestiti sporchi di sangue, e tornano alla vita quotidiana. Come se nulla fosse successo, Gaetano, magazziniere, va a lavorare mentre il figlio Mattia, il più grande di tre fratelli, va a scuola, un istituto tecnico della zona.

La vita condominiale della vittima, che aveva diversi precedenti penali, oltre a problemi con alcol e droga, non era proprio tranquillissima. Oltre alle tre querele della famiglia dei suoi assassini, l'ultima a febbraio di quest'anno, aveva ricevuto diverse denunce da parte di altri condomini. Proprio per questo motivo gli agenti della Squadra mobile, coordinati da Alessandro Giuliano, hanno deciso di percorrere fin da subito questa pista. Giovedì 19 marzo, il giorno della festa del papà, l'epilogo: i presunti assassini vengono prelevati da casa e portati in questura dove il capofamiglia, che non aveva mai avuto nessun tipo di problema con la giustizia, crolla e racconta tutto.

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