Cronaca Trenno / Via Lampugnano

Trinitarios: gerarchia e simboli della gang latina sgominata a Milano

Una trentina di affiliati, due posti di ritrovo, un manuale di comportamento, 18 ruoli gerarchici. Ecco chi erano i Trinitarios

Il pestaggio in metrò

Pronti a sparare alle gambe a un "pusher" marocchino a Pavia, così come a pestare violentemente due coetanei di una gang rivale nella banchina della metropolitana. I Trinitarios - la gang sgominata con gli arresti di martedì mattina - si presentavano agguerriti e feroci. Gli investigatori hanno ricostruito tutti i loro movimenti e legami a partire dalle indagini seguite all'omicidio di un membro della gang, nel 2011 in viale Fulvio Testi. La banda è stata letteralmente colpita al cuore, visto che nell'operazione sono stati arrestati il numero uno e il numero due in Italia, chiamati "prima suprema" (il 22enne R.I.O.R.), il suo predecessore (J.D.L.R.P.) e "seconda suprema" (il 30enne J.G.A.R.).

A otto degli arrestati è stata contestata anche l'associazione a delinquere. La gang è stata studiata nei dettagli ed è risultata organizzata in modo fortemente gerarchico, con ben 18 ruoli nell'organigramma, dalla "prima suprema" al "soldato". Molto importante è stato il sequestro del codice di condotta, un libretto trovato nello zaino di un giovane dominicano residente in Spagna, a Milano per partecipare a una riunione della pandilla: niente meno che la "prima suprema" d'Europa.

Epicentri degli incontri, un parco in zona Lampugnano e corso Lodi. Gli affiliati, una trentina, abitano a Milano e nell'hinterland, ma anche nelle province di Lecco e Pavia. Come per altre pandillas, per entrare a far parte della gang occorre seguire un rituale che prevede, tra l'altro, un violento pestaggio ai danni dell'aspirante membro. Il codice d'onore è particolarmente rigido e incentrato su "Dio, patria e libertà". Le norme di comportamento - sequestrate al leader europeo - prevedono fedeltà assoluta alla gang, obbedienza ai capi e ai loro ordini, divieto di relazioni tra Trinitarios, obbligo di versare una quota in denaro per sostenere i "fratelli carcerati" e altro ancora.

Durante le perquisizioni nelle case degli arrestati, sono stati sequestrati una spada giapponese, una mazza da baseball, un tirapugni, un machete, una scacciacani senza il tappo rosso, oltre alle collane e ai bracciali che dovevano essere indossati durante le riunioni e che, distinti per colori e composizione, indicavano il ruolo gerarchico.

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