Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

50mila al gay pride. Il messaggio di Pisapia al corteo

In concomitanza col sì alle nozze gay dallo stato di NY, corteo del gay pride a Milano. 50mila i partecipanti, Majorino in rappresentanza della giunta

Dopo 18 anni, per la prima volta il Comune ha dato il suo patrocinio alla parata del Gay Pride: è stato uno dei primi atti della giunta Pisapia. E in rappresentanza della nuova maggioranza di Palazzo Marino, gli assessori Pierfrancesco Maran e Pierfrancesco Majorino (nella foto di Maurizio Gaetano insieme al vicepresidente nazionale del Pd Ivan Scalfarotto). Questi, al termine del corteo, ha letto un messaggio del sindaco.

Corteo partito alle 16.30 da piazza Lima, per poi attraversare il centro da San Babila al Castello transitando per piazza della Scala. Secondo gli organizzatori, sono stati 50mila i partecipanti. Una sfilata arcobaleno capeggiata da Marco Mori, il presidente di Arcigay Milano. Uno slogan su tutti: "Canada, Svezia, Spagna: Italia quando?", con chiaro riferimento alla richiesta di riconoscere le unioni omosessuali.

RICHIESTE - Più in concreto le richieste avanzate all'amministrazione, già in campagna elettorale, e ribadite ieri sono state l'istituzione degli sportelli contro l'omofobia, l'inclusione di Milano nella rete delle città europee «gayfriendly» e l'attuazione di campagne di sensibilizzazione per le malattie sessualmente trasmesse. E un invito affinché Milano e l'Italia guardino a New York e non a Teheran, in riferimento al quasi concomitante sì alle nozze gay decretato appunto dallo stato di New York.

IL MESSAGGIO DI PISAPIA - Come promesso alla vigilia, Majorino al termine del corteo ha letto un messaggio del sindaco. "Dopo 18 anni di chiusura e ostracismo - è scritto nel messaggio - è stata approvata all'unanimità dalla giunta di Milano la concessione del patrocinio di quella che consideriamo un momento importante di accoglienza e di riconoscimento di una parte della cittadinanza". E poi: "E' un orgoglio per Milano perchè quello della riaffermazione e del riconoscimento dei diritti di tutti è un principio irrinunciabile. Mi sono sempre impegnato per impedire ogni discriminazione, nella nostra Milano non ci saranno ghetti, non ci saranno esclusi né invisibili. Sarà forte il mio impegno per evitare qualsiasi discriminazione e per combattere la cultura omofobica".

IL DISCORSO DI MAJORINO - Dal suo canto l'assessore al welfare Majorino ha detto che "la nostra presenza è un impegno e una responsabilità. Manterremo un dialogo continuo con i rappresentanti del mondo glbt, per riportare Milano fuori dallo scantinato dei diritti civili: sarà utile per la città e per tutto il paese". E ha concluso: "Milano non sarà più la Cenerentola d'Europa sui diritti civili".

PALMERI: DECIDERE QUALI DIRITTI - Il consigliere comunale del Nuovo Polo Manfredi Palmeri ha chiesto che si parli in concreto del registro cittadino delle coppie di fatto, una delle promesse della giunta Pisapia. "Respingiamo ogni approccio omofobio - ha detto palmeri - ora occorre spiegare bene a cosa servirebbe il registro. Non dev'essere un atto simbolico ma uno strumento con un obiettivo amministrativo. Quindi, per evitare di alimentare un conflitto in astratto, è meglio definire bene di quali diritti si sta parlando.

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