Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

"Sta bene e lotta contro la droga", ha detto il legale di Genovese

"Vuole affrontare il percorso per uscirne", ha aggiunto l'avvocato

 "Vuole affrontare il percorso di uscita dalla droga e sta facendo di tutto per farlo. Si rende conto della drammaticità della droga, delle conseguenze della droga. È determinato a uscirne. Cosa che ha già iniziato a fare e adesso lo faremo in modo più profondo". Queste le parole dell'avvocato di Alberto Genovese, Luigi Isolabella.

L'imprenditore, accusato di aver violentato due ragazze dopo averle stordite con un mix di droghe, è stato scarcerato dopo l'arresto dello scorso ottobre. Al momento sta scontando i domiciliari in una clinica per disintossicarsi dalla dipendenza dalla cocaina e deve indossare il braccialetto elettronico. All'inizio di luglio la procura di Milano aveva chiuso le indagini sull'ex re delle startup, una sorta di preludio al rinvio a giudizio. L'imprenditore potrebbe dover rispondere delle accuse di violenza sessuale aggravata, detenzione e cessione di stupefacenti e lesioni per l'episodio del 10 ottobre - in seguito al quale venne arrestato - quando avrebbe violentato per ore una 18enne a Terrazza Sentimento, il suo attico vista Duomo. Proprio la denuncia della vittima aveva fatto scattare le indagini della squadra Mobile, coordinate dall'aggiunto Letizia Mannella e dai pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini. 

"Sta bene - ha detto Isolabella ai microfoni di Telelombardia -. Affronteremo il processo, affronteremo le carte, affronteremo la sostanza. La salute in questo momento è buona. Sicuramente deve recuperare tanto. Il percorso di recupero è fondamentale. Adesso vedremo quanto durerà". L'imprenditore deve rispondere anche dell'accusa di stupro - in questo caso insieme all'ex fidanzata, che non è stata arrestata -, di una modella 23enne: violenze che sarebbero avvenute il 10 luglio a Ibiza, anche questa volta dopo aver fatto assumere alla giovane un miscuglio di ketamina e cocaina.  Le contestazioni su presunti abusi denunciati da altre due ragazze, invece, erano state stralciate dalla Procura: il gip Tommaso Perna aveva infatti negato l'arresto chiesto dai pm per Genovese, non ritenendo credibili le testimonianze. 

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