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No a sequestro da 4,3 milioni a Genovese, ha detto il giudice

Era stato chiesto dalla Procura di Milano per evasione fiscale. Ma la richiesta è stato bocciata dal gip

La richiesta di sequestro preventivo di oltre 4,3 milioni di euro, per presunta evasione fiscale, ad Alberto Genovese, in carcere dallo scorso novembre con l'accusa di violenza sessuale, è stata respinta dal giudice per l'indagine preliminare di Milano. 

A chiedere il sequestro, per fatti relativi al al 2018-2019, era stata la Procura nell'ambito delle indagini aperte già da mesi con al centro le movimentazioni finanziarie dell'imprenditore, difeso dai legali Luigi Isolabella e Davide Ferrari. Ma l'istanza è stata rigettata dal giudice Tommaso Perna.

Secondo quanto trapelato la richiesta era scaturita per presunti reati fiscali riguardanti, da una parte, redditi da lavoro che Genovese avrebbe dichiarato come redditi da capitale e riferiti al suo ruolo dell'epoca in Facile.it Holdco Limited. Questa presunta evasione si riferiva, nello specifico, a strumenti finanziari 'warrant' (convertibili in azioni). Dall'altra all'ex numero uno del portale di assicurazioni sarebbe stata anche contestata una presunta evasione sulla liquidazione di alcune partecipazioni in Facile.it realizzata, secondo i pm, attraverso lo 'schermo' di una delle sue società, la holding Auliv, nella quale erano confluite le stesse partecipazioni.

Il gip, tuttavia, non accogliendo le ipotesi accusatorie ha respinto la richiesta di sequestro preventivo ai fini della confisca per un totale di oltre 4,3 milioni. Contro il rifiuto del magistrato, la Procura ha la possibilità di ricorrere al tribunale del Riesame.

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