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Violenza sessuale: "Non denunciammo Genovese per paura del suo potere"

Questo l'elemento comune che i pm hanno notato nelle testimonianze delle giovani che hanno deciso di parlare degli abusi

La paura che se avessero denunciato prima, nessuno le avrebbe credute perché lui era un personaggio troppo 'potente'. È l'elemento che fa da fil rouge tra le testimonianze delle ragazze - a oggi se ne contano sei - che hanno deciso di parlare con i pm denunciando presunti abusi sessuali subiti da Alberto Genovese,  l'imprenditore 43enne ex numero uno di Facile.it, arrestato lo scorso 6 novembre con l'accusa di aver stuprato una ragazza di 18 anni dopo averla stordita con un mix di droghe durante una festa a Terrazza sentimento, il suo esclusivo attico vista Duomo.

Lo scorso venerdì una ragazza di 20 anni ascoltata in Procura a Milano aveva parlato di più abusi subiti nell'ambito della sua lunga frequentazione dell'imprenditore e dei suoi festini, spiegando di essere rimasta soggiogata dalla sua figura e di non essere riuscita a denunciare prima per paura di lui. Ma nell'ambito dell'indagine della Squadra mobile, coordinata procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Paolo Filippini, anche altre giovani hanno raccontato del proprio timore di non essere credute qualora avessero deciso di denunciare le violenze subite.

Addirittura, alcune delle vittime avrebbero condiviso tra loro le proprie paure, che però sono venute meno dopo la prima denuncia e l'arresto di Genovese. A oggi infatti, oltre alla 18enne che per prima ha fatto partire le indagini, sono almeno altre cinque le ragazze che hanno testimoniato parlando di presunti abusi. E sono anche in corso verifiche su ulteriori casi. 

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