Cronaca

Esondazione del Seveso: "Scoperchiare i Navigli? Si pensi prima ai torrenti urbani"

Legambiente denuncia il mancato intervento per gestire le acque torrentizie sommerse della città, causa di continue esondazioni

Esondazione del Seveso (da video di Abelardo Jhon Padrinao Larin per Mt)

"Se mentre parliamo di aprire i Navigli scoperchiassimo i torrenti urbani?". Con queste parole Legambiente denuncia la mancata gestione dei torrenti sommersi di Milano, che la notte tra il 4 e il 5 luglio, per l'ennesima volta, hanno provocato l'esondazione del Seveso dopo il temporale che ha investito bassa Brianza e Milanese.

Video: Seveso esonda: così si sono risvegliati i milanesi

"È bastato un normale acquazzone per mandare in tilt il sistema delle acque torrentizie che Milano ha incautamente sepolto sotto l'asfalto. Parliamo di meno di 70 mm di pioggia", continua l'associazione ambientalista in una nota. Si tratta quindi di un fenomeno tranquillamente gestibile "da un reticolo idrografico in condizioni decenti". Condizioni che però, chiaramente, non sono quelle del Seveso, torrente che negli ultimi venti chilometri del suo corso, proprio prima del suo ingresso a Milano, è costretto tra muri e cemento. In questo tratto le acque sono convogliate in un passaggio sotterraneo talmente stretto da non riuscire a contrastare un normale flusso di piena. Di qui le frequenti esondazioni in diversi quartieri della città.

Gli interventi necessari

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, cita il discusso progetto di riapertura dei Navigli e mette in luce quanto sia urgente gestire innanzitutto i torrenti sepolti sotto il cemento di Milano, con l'obiettivo di evitare continui disagi ai cittadini. "La vera piena ingestibile è quella delle chiacchiere", afferma Meggetto, "decenni di progetti e di soluzioni miracolose rimaste tutte sulla carta, le ultime in ordine di tempo quelle sulle vasche di laminazione, bloccate da ricorsi e impantanate tra gravi errori e sottovalutazioni progettuali". Affrontare le conseguenze della copertura del Seveso e del suo reticolo idrico, quindi, secondo l'associazione, potrebbe essere una soluzione efficace per evitare che normali episodi temporaleschi creino allagamenti in molte zone della città trasformando le strade in fiumi in piena.

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