Cronaca

Escrementi addosso a Gesù, si prepara una prima "di passione"

In serata la prima dello spettacolo di Castellucci "Sul concetto di Volto nel figlio di Dio". I sodalizi tradizionalisti promettono "di impedire l'accesso al teatro". Ma la scena incriminata potrebbe non esserci

Una scena della pièce teatrale

Si appresta a essere una prima di fuoco, a Milano, la pièce "Sul concetto di volto nel figlio di Dio" di Romeo Castellucci. Aspre polemiche hanno accompagnato l'esordio dello spettacolo: in una scena dell'opera originale, infatti, il volto di Gesù - mutuato dall'opera di Antonello da Messina Salvator Mundi -, fondale della scenografia, si macchia lentamente di sterco e un attore dal palco inizia a lanciargli addosso pezzi di escrementi. 

La scena incriminata parrebbe essere stata tolta dalla replica del Parenti, come ha fatto intendere lo stesso regista intervistato da Gad Lerner su La7. Ma "l'attimo attoriale" "blasfemo" comunque contenuto nella pièce ha mandato su tutte le furie i sodalizi e i gruppi tradizionalisti, di destra e cattolici di Milano. Si sono addirittura uniti nel "Fronte della tradizione". "Non ci interessano le spiegazioni intellettualoidi e strumentali della direttrice ebrea Andrèe Ruth Shammah - scrive in un roboante comunicato il "nerissimo" Roberto Jonghi Lavarini -, tantomeno quelle del regista giacobino Romeo Castellucci: le loro blasfeme provocazioni vadano a farle, se ne hanno il coraggio, alla Mecca o a Gerusalemme".



"Lo spettacolo al Teatro Parenti - prosegue Lavarini - è una inutile forzatura che offende la storia, le tradizioni e l'identità (culturale e religiosa) del nostro popolo. Il 24 gennaio, in tanti, fedeli cristiani, italiani cattolici ma anche immigrati ortodossi e copti, siamo pronti ad impedire fisicamente l'accesso al Teatro Parenti e l'esecuzione dello spettacolo blsefemo. Quando il rosario e le preghiere non bastano più, i veri cristiani sanno ancora "usare la spada".

IN FRANCIA CARTELLONI DI PROTESTE DOPO LA PRIMA

L'opera teatrale è in programma il 24 gennaio sera, al teatro Franco Parenti. Anche Forza Nuova Milano ha avuto parole poco tenere: "Con la solita arrogante superiorità intellettualoide, il regista e tutti i suoi accoliti hanno sventolato la sempreverde storiella della “libertà di creazione”: e cos’avrebbero creato di così geniale? Scagliarsi contro Gesù è una pratica millenaria: sono così colti, gli uomini di teatro, che dovrebbero saperlo. Dove starebbero dunque l’originalità, l’arte, la crezione?". 

La replica del regista non si è fatta attendere, anche (e soprattutto) dopo i dubbi espressi dalla Santa Sede. Per Castellucci "ci troviamo davanti a una specie di 'fatwa' cristiana e la cosa è gravissima". "Una cultura che vuole tornare all'inquisizione e alla censura dell'arte dello spettacolo non me ne frega niente, è l'atmosfera che mi spaventa", sottolinea. "Un'atmosfera che vuole la morte dell'arte dimenticando che arte e religione sono nate mano nella mano. L'arte è nata come gesto sacro", ha detto in un'intervista a La Stampa

E forse per calmare un po' gli animi, e "riportare il dibattito in un ambito "costruttivo", dopo lo spettacolo vi sarà un dibattito alla quale parteciperà lo stesso Castellucci e diversi critici ed esperti teatrali. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Escrementi addosso a Gesù, si prepara una prima "di passione"

MilanoToday è in caricamento