Cronaca

Giacomo Sartori stava seguendo chi gli aveva rubato lo zaino?

Non è ancora chiaro perché il 30enne dopo il furto dello zaino si sia diretto verso il pavese. Proseguono le indagini

Ci sono ancora tante zona d'ombra sulle ultime ore di vita di Giacomo Sartori, il tecnico informatico 30enne scomparso la sera di venerdì 17 settembre a Milano e trovato morto nella mattinata di venerdì 24 settembre a Casorate Primo. La posizione del corpo ha indotto gli investigatori a pensare che il 30enne abbia commesso un gesto volontario ma i detective del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano attendono i risultati prima di sbilanciarsi. Tradotto? Per il momento tutte le piste sono ancora aperte.

Quello che i carabinieri vogliono capire è perché Sartori sia finito a Casorate Primo - zona che secondo quanto trapelato non avrebbe mai frequentato - dopo la serata con gli amici in una enoteca di Porta Venezia, locale in cui qualcuno (non è ancora chiaro chi) gli ha rubato lo zaino con il computer del lavoro, portafogli e documenti. Secondo quanto ricostruito dai segugi di via Moscova il ragazzo, dopo aver capito di essere stato vittima del furto, si è messo alla guida dell'auto aziendale diretto verso il pavese. Gli amici che erano con lui hanno raccontato che era scosso ma non avrebbe pronunciato nessuna frase che li avesse messi in allarme. Una delle ipotesi al vaglio è che abbia seguito il segnale di tracciamento di uno dei dispositivi all'interno dello zaino attraverso il suo smartphone.

Proprio le telecamere di sorveglianza del cimitero di Motta Visconti lo hanno inquadrato mentre girava nel piazzale come se fosse alla ricerca di qualcosa o qualcuno. Non solo, il suo telefono, intorno alle 2:30, ha agganciato la cella telefonica del paese e il tabulato indica un picco di traffico. Non è chiaro, però, cosa abbia causato questo invio di dati? Potrebbe essere stata una ricerca, un'operazione del navigatore o una chiamata tramite Whatsapp (non risultano chiamate tradizionali). Questa, comunque, è l'ultima traccia di Giacomo prima del pomeriggio di mercoledì 22 settembre quando i carabinieri hanno trovato l'auto del giovane.

Il corpo di Giacomo, comunque, è stato trovato a circa 200 metri dall'automobile, su un ramo abbastanza alto dell'albero nascosto da una fitta chioma. A terra, ai piedi della salma, sono state trovate le chiavi dell'auto e il telefono cellulare. Sul corpo privo di vita, per il momento, non sono stati trovati apparenti segni di violenza. Nelle prossime ore il medico legale cercherà di capire cosa abbia causato il decesso.

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