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Cronaca

Morte di Giacomo, la rabbia dei genitori. Pisapia contestato alla veglia

"Piste ciclabili? Chiedete a chi c'era prima", sbotta il sindaco. Ma i residenti: "Che risposta è?". Intanto Maran promette: "Stavamo già progettando la messa in sicurezza della via"

Denunciato il macchinista del tram che ha (forse senza colpe) travolto Giacomo in via Solari. Identificata e denunciata la ragazza che, sulla Yaris ferma dove non avrebbe dovuto, ha aperto avventatamente la portiera scaraventando Giacomo verso la sede tramviaria. E una veglia, domenica sera, in parrocchia, a Santa Maria del Rosario, a cui hanno preso parte anche il sindaco Pisapia e il vicesindaco Guida.

Il sindaco che non lontano da via Solari aveva il quartier generale ai tempi delle primarie. "Chiedete a chi non ha fatto prima le piste ciclabili", risponde Pisapia a chi gli rinfaccia dell'assenza dei percorsi protetti per le biciclette. "Ma che risposta è?", replicano allibiti i presenti. Gli avevano soltanto detto: "Ricordati le ciclabili".

Non gli avevano chiesto promesse insormontabili, non l'avevano accusato di omissione. Del resto dopo 4 mesi di giunta sarebbe impossibile. Le ciclabili sono invocate anche sulla pagina Facebook dell'assessore Pier Maran, anche lui senza colpe: aveva dichiarato, solo qualche giorno fa, che avrebbe messo in sicurezza la corsia preferenziale in modo da evitare quello che invece è successo con Giacomo: perché se le auto non possono "invadere" almeno in parte la preferenziale, automaticamente non possono nemmeno parcheggiare dove invece ora parcheggiano. Via Solari è del resto uguale da vent'anni.

Qualche anno fa alcuni residenti facevano notare che, durante il Fuorisalone, quando tutta la zona è presa d'assalto, è ancora peggio. Non ci sono abbastanza posti per residenti, figuriamoci per chi non risiede. E' un cane che si morde la coda, questa via elegante e dimenticata dalle istituzioni.

La presenza della preferenziale fa sì che sia sosta vietata accostarsi al marciapiede, perché non c'è abbastanza spazio per una macchina parcheggiata e una macchina in transito. Ma sostare significa costringere le auto a invadere la preferenziale, vanificandone tra l'altro l'esistenza. Se l'assessore promette la messa in sicurezza della preferenziale, forse (ma lo diranno i tecnici) non c'è spazio per la ciclabile. Ma almeno sarà più sicuro andare in bicicletta senza rischio di automobili parcheggiate dove non solo non si deve, ma tecnicamente non si riuscirà. Intanto, come spesso purtroppo accade, deve scapparci il morto perché la politica locale accenda un faro vero e non di facciata su una strada, su un quartiere. Il futuro di via Solari sarà probabilmente un modello. Perché qualche risposta efficace va data a un intero quartiere che ha perso un figlio.

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