Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca Stazione Centrale / Via Mauro Macchi

Ginecologo morto a Milano: pista suicidio sempre più certa

Lo confermava già l'esame autoptico effettuato lo scorso dicembre

L'ipotesi che il noto ginecologo napoletano Stefano Ansaldi trovato morto in via Macchi a Milano lo scorso 19 dicembre non sia stato ucciso è sempre più probabile. Se l'autopsia sembrava già confermare la pista del suicidio, al momento questa sarebbe data come la più probabile.

L'indagine sul complicato caso della morte dell'uomo potrebbe giungere a conclusione proprio confermando la tesi secondo cui l'uomo si sarebbe tolto la vita. Verrebbe totalmente esclusa, pertanto, la teoria di una rapina finita male, che già nei giorni successivi alla morte dell'uomo, del resto, non aveva trovato alcuna conferma.

La prova definitiva del fatto che il decesso del medico sarebbe stato il risultato di un gesto autolesivo verrebbe proprio dai risultati depositati dai consulenti in seguito all'esame autoptico. Il medico legale già a dicembre avrebbe confermato ai carabinieri che il fendente dovrebbe essere autoinferto, come mostrerebbero anche altri segni presenti sul collo della vittima, che si era accasciata al suolo dietro l'impalcatura di un cantiere edile, in un punto "cieco" per le telecamere. 

Le telecamere, appunto. Ci fosse stato un killer sarebbe stato ripreso proprio dagli occhi elettronici che inquadrano la strada, mentre non si vedeva nessuno uscire da quel punto dopo il passaggio di Ansaldi. Altro indizio: sul coltello che ha ucciso il 65enne non c'erano tracce né impronte di nessun tipo e lui indossava dei guanti in lattice. 

Non è ancora stato chiarito che fine abbia fatto il telefono di Ansaldi - arrivato in stazione da Napoli nonostante fosse positivo al covid - che non è mai stato ritrovato e sembrerebbe fosse stato spento più o meno un'ora prima del decesso. A risultare ancora oscuro anche l'appuntamento che il ginecologo avrebbe avuto in città. Non si sa chi dovesse incontrare per organizzare quel viaggio fatto di fretta e furia. 

Dove e come chiedere aiuto

Parlare di suicidio non è semplice. Se stai vivendo una situazione di emergenza puoi chiamare il 112. Se sei in pericolo o conosci qualcuno che lo sia puoi chiamare il Telefono Amico al numero 02 2327 2327 (servizio attivo tutti i giorni dalle 10 alle 24) oppure puoi metterti in contatto con loro attraverso la chat di Whatsapp al numero 345 036 1628 (servizio attivo tutti i giorni dalle 18 alle 21). Altrimenti puoi rivolgerti a Samaritans Onlus al numero 06 77208977 (costi da piani tariffari del tuo operatore), un servizio attivo tutti i giorni dalle 13 alle 22.

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