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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca Paderno Dugnano

«Arrestato perchè altri operai potrebbero morire»

Il gip, nel firmare l'ordinanza di custodia cautelare per il titolare dell'Eureco (dove morirono 4 persone) paventa il pericolo di "reiterazione del reato"

"Pericolo di reiterazione del reato". Ovvero, potrebbe succedere ancora, causando ferimento o morte di altri operai. Con questa motivazione il gip di Milano Giuseppe Venore, su richiesta del pm Dda Piero Basilone, ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare per Giovanni Merlino, titolare dell'Eureca di Paderno Dugnano, azienda di smalimento rifiuti dove, poco più di un anno fa, avvenne una delle più gravi tragedie sul lavoro del Milanese di sempre: un'esplosione causò la morte di quattro persone, e altre furono ustionate gravemente. 

Merlino, infatti, è titolare di altre ditte nel medesimo settore. Secondo il giudice, le "grandi manchevolezze" nella gestione dell'impianto a Paderno Dugnano potrebbero ripetersi. Le accuse per l'uomo sono pesanti: omicidio colposo plurimo pluriaggravato anche dalla violazione delle normative sulla sicurezza, lesioni colpose e traffico illecito di rifiuti.   

Dopo lo scoppio e l'incendio, il 5 novembre 2010, morirono Harun Zeqiri, 44 anni, e Sergio Scapolan, di 63; il 18 gennaio 2011 era deceduto Salvatore Catalano, di 55, e poi il 4 febbraio scorso Leonard Shepu, 38 anni. Troppo gravi furtono le ustioni riportate. Il traffico di rifiuti illecito, come spiega il gip nell'ordinanza, è direttamente collegato all'omicidio, poiché è stata proprio la modalità illegale con cui Merlino avrebbe fatto trattare i rifiuti pericolosi dai suoi operai a provocare l'esplosione. Da quanto si è saputo, l'Eureco è formalmente intestata alla figlia dell'uomo.

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