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Cronaca

Il giudice di pace che cercava di baciare sulla bocca le avvocatesse

E' a processo per violenza sessuale: ha proposto il patteggiamento a tre anni e dieci mesi di carcere

E' agli arresti da ottobre 2014, con l'accusa di violenza sessuale e altri reati, il giudice di pace Luciano Soma, con ufficio a Varese. L'uomo si è visto respingere una richiesta di patteggiamento a due anni di carcere dalla procura di Brescia, competente per territorio, e ora ne ha avanzata un'altra (a tre anni e dieci mesi), che invece i pm ritengono congrua. Venerdì 10 aprile l'ultima (eventuale) parola al gip bresciano.

L'uomo risponde anche di abuso d'ufficio, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato, ma a fare più scalpore è stata, nel capoluogo insubre, l'accusa di violenza sessuale ai danni di alcune avvocatesse che avrebbe molestato.

All'origine una denuncia da parte di una avvocatessa, che aveva raccontato la ricerca di approcci intimi in più occasioni da parte del giudice. Durante l'indagine è poi emerso che molte donne avvocato, soprattutto giovani, cercavano di farsi accompagnare da qualcuno in occasione delle udienze. E nelle carte in mano al gip vengono ricostruiti alcuni episodi, da cui emerge che il giudice cercava soprattutto di baciare le avvocatesse, cercando il volto e le labbra, ma faceva anche di più: in almeno una occasione avrebbe spinto una avvocatessa contro il muro dell'ufficio per toccarle i genitali e - in un'altra occasione - avrebbe esclamato: "Come baci male, lesbica!".

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