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Giudice "grazia" pusher

Giudice "grazia" pusher

Giudice "grazia" pusher e lo libera in attesa di processo: «Non troverà un altro così clemente»

La decisione che "fa" notizia

Lui è un richiedente asilo, ha ventidue anni e viene dalla Guinea. E' stato sorpreso sabato 13 gennaio al Parco Sempione nella zona dello spaccio, vicino al campo da basket, con circa mezzo chilo di hashish ed è stato arrestato, ma poi ha trovato, sulla sua strada, un giudice del rito direttissimo particolarmente comprensivo. Il 22enne è stato rilasciato semplicemente con l'obbligo di presentarsi, una volta alla settimana, al commissariato di zona della polizia per la firma.

Ovviamente poi verrà processato. La scelta era soltanto sul tipo di misura cautelare e, si sa, in Italia il carcere prima della condanna sarebbe in teoria permesso soltanto in un numero ristretto di casi: pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato. Ma "fa" notizia comunque. Perché il magistrato, secondo quanto viene riferito, ha spiegato al 22enne (incensurato, tra l'altro): «Se lo farà di nuovo non troverà un giudice così clemente. Voglio darle un'occasione».

Dal suo canto, il giovane si è difeso davanti al giudice affermando di non essere uno spacciatore ma di vivere di piccoli espedienti a Milano, dopo essere stato accolto a Roma in un centro accoglienza per qualche tempo. Attualmente è in attesa dell'esito di un ricorso da lui presentato, perché la domanda d'asilo gli è stata respinta. Stando al suo racconto, quando è stato fermato con l'hashish lo stava per consegnare a un pusher. Praticamente, se ha raccontato la verità, il 22enne era stato assoldato per trasportare l'hashish e questo rientrerebbe tra i suoi espedienti per mantenersi.

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