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Repertorio

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Tre bambine violentate per anni: condannato a 19 anni 'Giulia', il pedofilo seriale di WhatsApp

L'uomo, un 50enne, fingeva di essere una bambina per adescare le ragazzine. Per tre anni ha abusato di vittime tra gli undici e i tredici anni

È stato condannato a 19 anni di carcere il pedofilo seriale del Lodigiano accusato di aver adescato su  Whatsapp ragazzine tra gli 11 e i 13 anni fingendo di essere una bambina di nome 'Giulia', per poi attirarle nella sua abitazione e abusare di loro. Il Tribunale di Lodi ha stabilito la pena giudicandolo colpevole di violenza sessuale, corruzione di minore, sostituzione di persona e produzione e detenzione di materiale pedopornografico.

Per le violenze, durate per tre anni dal 2015 al 2019, il pubblico ministero Alessia Menegazzo, titolare dell'indagine, aveva chiesto per l'uomo, un 50enne, una condanna a 17 anni di carcere. Nel gennaio 2019 era stata proprio una delle sue vittime a fare scattare l'allarme dopo aver confessato alla sua insegnante di aver subito violenze da quell'uomo e averle mostrato alcune foto. 

Il pedofilo, che viveva nel Lodigiano con gli anziani genitori, era vicino di casa di una delle sue vittime, alla quale si era presentato raccongliendo il suo numero di telefono. Poi aveva contattato lei e le altre due ragazzine fingendo di essere 'Giulia', una bambina "cattivissima e sadica", come l'hanno descritta i magistrati dopo aver visionato le chat. Infine aveva attirato le ragazzine nella sua casa con la scusa di fargli vedere dei gatti e le aveva violentate, filmando il tutto con delle telecamere. Per una delle famiglie delle vittime, costituita parte civile nel processo, il Tribunale ha anche stabilito una provvisionale, immediatamente esecutiva, di 100 mila euro.

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