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Usura: da Milano comandava le cosche in Calabria grazie a Skype

Giuseppe Tropea, già arrestato in passato per lo stesso reato e agli arresti domiciliari in Lombardia, a Milano. Da casa sua a Milano gestiva l'attività usuraria calabrese grazie a Skype

Da Milano dava tutti gli ordini ai suoi in Calabria attraverso Skype. E' finito in manette, insieme ad altre sette persone  per usura ed estorsione, aggravate dalla metodologia mafiosa nei confronti di un imprenditore con attività di ristorazione in un noto villaggio turistico di Cropani, sulla costa ionica catanzarese.  Un'operazione portata a termine dalla squadra mobile di Catanzaro.

Giuseppe Tropea, già arrestato in passato per lo stesso reato e agli arresti domiciliari in Lombardia, a Milano. Da casa sua a Milano gestiva l’attività usuraria calabrese grazie a Skype.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno accertato che l'usurato, obbligato al pagamento di interessi fino al 180% annui dal 2011, era stato costretto a cedere anche beni strumentali dell'azienda per far fronte alle pressanti richieste degli aguzzini che di recente erano sfociate in pestaggi e in minacce anche nei confronti dei familiari.

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