Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Gruppi Whatsapp tra genitori: nelle scuole di Milano assemblee e lettere per "limitarli"

Da utile strumento può diventare foriero di liti, problemi, incomprensioni: in una scuola milanese un'assemblea scolastica "ad hoc"

Gruppi whatsapp tra genitori: è polemica

Dalle scuole si prepara l'argine ai gruppi su Whatsapp delle mamme (e dei papà, anche se - su questo fronte - meno numerosi). Ebbene sì: il caso è ormai "esploso" a livello nazionale, ed è stata Repubblica a lanciarlo. Uno strumento, quello della chat collettiva tra genitori, che può essere massimamente utile e anche massimamente dannoso. Ovviamente dipende tutto dall'uso che se ne fa.

Niente di male se, per esempio, i genitori si scambiano informazioni sui compiti da fare se un alunno è malato ed è rimasto a casa (anche se, non riusciamo a non scriverlo, ai nostri tempi siamo stati abituati a fare una telefonata a casa ai compagni, e non per interposta persona). Niente di male se lo si usa per organizzare una "festicciola", come si chiamavano una volta. Ma il rischio di travalicare i confini è dietro l'angolo.

Così può capitare che il genitore di turno si trasformi in un agente del Kgb ("mi potete confermare che domani si esce un'ora prima?"), in un ispettore dell'Asl ("voglio sapere chi è il bambino coi pidocchi in classe"), in un tribunale dell'Inquisizione (contro i docenti, ca va sans dire), oppure in una curva da stadio (con risse verbali tra genitori).

Il problema appare serio, se i presidi confermano di dover intervenire di frequente per dipanare liti tra genitori o tra loro e i docenti. Alcuni dirigenti scolastici sono già passati alle contromisure, come per esempio la dirigente del comprensivo Maffucci (due elementari e una media), Laura Barbirato, che ha deciso di dedicare al tema dei gruppi su Whatsapp un'assemblea scolastica, definendoli - parole riportate da Repubblica - «cassa di risonanza micidiale e pericolosa» per questioni che sarebbero da poco. E altri mandano lettere per ricordare che la comunicazione tra docenti e genitori è innanzitutto quella che si fa - come una volta - attraverso il diario dell'alunno.

Consigli che ovviamente non potranno diventare "obblighi", perché non si può costringere - nel 2016 - le persone a non usare Whatsapp per comunicare tra loro, nemmeno quando sarebbe opportuno limitare al massimo un uso che può diventare velocemente distorto. 

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