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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Suicidio di una guardia a Monza, preoccupazione dei sindacati

Tredicesimo suicidio in due anni di una guardia carceraria in Brianza ieri sera. Ad uccidersi un assistente capo di polizia penitenziaria di 38 anni. Denuncia Sarno della Uil Pa: “Non si può nascondere che i poliziotti penitenziari operino costantemente in situazioni di grande disagio”

E' il tredicesimo suicidio di una guardia carceraria in due anni quello avvenuto la notte scorsa a Monza. A togliersi la vita questa volta un 38enne assistente capo di polizia penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Monza.

Non si può nascondere che i poliziotti penitenziari operino costantemente in situazioni di grande disagio, oberati da carichi di lavoro e turni insostenibili. Da tempo denunciamo, inascoltati, la rabbia, la frustrazione, la demotivazione e la depressione del personale” ha detto Eugenio Sarno della Uil Pa.

“L'effetto burn-out tra i poliziotti penitenziari” prosegue Sarno “è una forma di disagio professionale protratto nel tempo e derivato dalla discrepanza tra gli ideali del soggetto e la realtà della vita lavorativa. Per questo riteniamo, e lo ribadiamo oggi con forza, dopo la tragedia di Monza, che l'istituzione di appositi Centri specializzati in grado di fornire un buon supporto psicologico agli operatori di Polizia garantendo la massima privacy a coloro i quali intendono avvalersene, possa essere un' occasione per aumentare l'autostima e la consapevolezza di possedere risorse e capacità spendibili in una professione davvero dura e difficile".
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