Milano, guardia giurata finge infortunio sul lavoro: "Sono caduto in un tombino, aiuto"

L'uomo voleva solo truffare l'Inail come, si sospetta, aveva già fatto in passato. Arrestato

Repetorio

È rimasto a casa, in malattia dal lavoro, per oltre un anno ed è probabile che avesse in mente di riprovarci. Per questo giovedì mattina ha finto di essere finito in un tombino durante una perlustrazione del territorio, in viale Famagosta, altezza piazza Guglielmo Miani. Ma la sua messa in scena è stata smascherata dalla polizia e lui, Gregory Jhon M., una guardia giurata di 48 anni residente a Trezzano Sul Naviglio, è finito in carcere con l'accusa di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato.

Guardia giurata finge incidente sul lavoro

A ricostruire l'accaduto sono i poliziotti del Commissariato Porta Genova di Milano, guidati da Manfredi Fava. Sono loro, insieme alle volanti dell'Ufficio prevenzione generale, che intervengono attorno alle 5.30, insieme al personale del 118, per soccorrere quello che in un primo momento sembrava essere la vittima di un infortunio sul lavoro. A chiamare il 112 è il 48enne stesso. Spiega loro di essere finito in un tombino durante il suo turno di perlustrazione. È esteso a terra e pare essere molto indolenzito tanto da non riuscire a muoversi.

C'è un particolare che cattura l'attenzione dei poliziotti. La guardia giurata non ha la pistola d'ordinanza con sé. Quando glielo chiedono, il 48enne va in confusione, stando al racconto degli agenti. Si spiega a fatica e dice di essere stato 'costretto' a cederla alla sorella poco prima. Per comprendere meglio, gli agenti chiedono se ci siano tracce delle conversazioni con la sorella sul cellulare e lui gliele mostra.

La bugia sull'arma e le chat nel cellulare

Dalle chat tra i due, in realtà, è evidente che Gregory Jhon chiede alla sorella di passare a prendere la sua pistola perché sta per mettere in atto un finto infortunio sul lavoro. Quando capisce di essere stato scoperto, il 48enne si mette in piedi da solo e getta via la maschera. 

I precedenti e le indagini

Ora gli investigatori del commissariato sono al lavoro per capire se anche i due precedenti infortuni, sei mesi nel 2017 e altri sei mesi nel 2018, siano stati frutto di un raggiro contro la sua azienda - Prima ItalPol e poi MondialPol - e contro l'Inail, Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.

Le ipotesi investigative fanno supporre che l'uomo avesse orchestrato da tempo la tentata truffa. Tanto che aveva pianificato di consegnare la pistola alla sorella proprio perché in questa maniera sarebbe potuto entrare in ospedale senza che i soccorritori fossero obbligati a chiamare le forze dell'ordine. Cosa che in realtà hanno fatto lo stesso. Per questo motivo la sorella, di un anno più giovane, è stata denunciata a piede libero per il concorso nella truffa e per il posto abusivo d'arma, visto che non aveva l'autorizzazione per farlo.

Gli spari nella notte con la pistola finta

A Gregory Jhon, gli agenti hanno sequestrato, oltre all'arma d'ordinanza, anche una pistola finta, una scacciacani e vari proiettili. Pare che con la pistola scacciacani, sempre secondo quanto accertato, il 48enne si divertisse a sparare nel cuore della notte in alcuni capannoni abbandonati della zona. Lo faceva, stando a quanto riferito da alcuni colleghi, per allenarsi. 
 

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