Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Icardi minacciato davanti a casa dopo l'accusa di mobbing: "Ora basta, Milano è piccola''

Icardi ha fatto causa all'Inter per mobbing chiedendo 1,5 milioni di euro di risarcimento

Icardi

''Icardi ora basta Milano è piccola''. Striscione minaccioso nei confronti dell'attaccante dell'Inter davanti alla sua abitazione. La scritta, probabilmente opera di qualche tifoso, riporta le lettere 'o' disegnate come bersagli. Una contestazione che arriva due giorni dopo la notizia che Icardi ha fatto domanda di reintegro in squadra al Collegio arbitrale. L'ennesimo strappo che scatena polemiche e contestazioni.

Icardi e la causa alla società

Nei giorni precedenti, Mauro Icardi aveva fatto causa all'Inter per mobbing chiedendo 1,5 milioni di euro di risarcimento danni e il reintegro alla sessione di allenamento tattica, la cosiddetta partitella.

E' l'ultimo atto di una querelle senza fine, un rapporto ormai logoro, già da tempo irrecuperabile. Icardi, però, si sente parte lesa, maltrattato ingiustamente dal club e dopo aver rifiutato tutte le offerte arrivate nella sede nerazzurra, chiama gli avvocati e fa causa alla società. Difficile dire come andrà a finire. Ad Appiano Gentile Icardi si è sempre allenato, saltando solo la parte finale, quella di tattica, appunto perché fuori dal progetto tecnico di Antonio Conte e quando si è riacutizzato il problema al ginocchio ha sempre avuto a disposizione lo staff medico nerazzurro. Anche le esternazioni pubbliche della società non sono mai state inopportune.

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Lo stesso ad Beppe Marotta si diceva ''ottimista per una chiusura della telenovela'', ha sottolineato il valore del giocatore e ''il rispetto nei suoi confronti per la grande professionalità che ha sempre dimostrato''. Invece la telenovela non si chiude ancora, si arricchisce di un colpo a sorpresa che lascia tutti sbigottiti. L'Inter si dice incredula. Il divorzio è ormai definito e la storia d'amore iniziata nel luglio 2013, arricchita da 124 gol, finisce nel peggiore dei modi.

La telenovela Icardi Inter

Tutto inizia il 13 febbraio scorso con un tweet in cui l'Inter annunciava di aver tolto la fascia di capitano a Icardi per assegnarla ad Handanovic. Prende il via così una guerra tra l'argentino e la società, ma il primo vero passo falso lo fa forse proprio l'attaccante disertando la convocazione contro il Rapid Vienna in Europa League.

Poi la scelta del club di metterlo sul mercato, il muro contro muro e infine le carte bollate. E' la parabola di Icardi che da capitano, uomo immagine, bomber a cui veniva concesso il rinnovo quasi ogni stagione, passa ad essere prima isolato dal club, poi dai compagni, fino all'epilogo della causa per mobbing. Pesa il ruolo di Wanda Nara, ingombrante moglie e agente, incline ad un uso spropositato dei social network e a continue interferenze nelle vicende dello spogliatoio e di campo. Non solo, con le sue partecipazione a Tiki Taka si spingeva anche oltre, rivelando questioni private dei compagni di squadra del marito.

Il legale di Icardi: "Non è una questione economica"

"Non è una questione economica. Quello che interessa a Icardi è essere parte integrante del progetto Inter. Vi pare possibile che in due mesi di preparazione non abbia partecipato a un'amichevole?''.  L'avvocato di Mauro Icardi Giuseppe Di Carlo, a Sportmediaset, chiarisce la richiesta di risarcimento di 1.5 milioni avanzata all'Inter nell'ambito della causa contro il club nerazzurro.

''La richiesta di risarcimento - aggiunge - è una conseguenza necessaria dell'atto. E' una formula obbligatoria. Non fa parte di un'iniziativa personale del giocatore. L'atto sarebbe stato incompleto, monco, senza la specifica di risarcimento del danno subito non inferiore al 20% del compenso annuo''. Ora, come spiega l'avvocato, bisogna attendere la risposta della società che ha cinque giorni di tempo per nominare il proprio arbitro.

Probabilmente si aspetterà la fine del mercato. E in caso di trasferimento: ''Ovviamente tutto rientrerebbe. Non ci sarebbero più le ragioni per procedere''.

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