Cronaca

Al via il Centro europeo di ricerca biomedica ma è polemica sulla location

E' diventato una realtà con la ratifica dell'accordo siglato un mese fa tra Regione, Provincia e fondazione Cerba. Si tratta del Centro europeo di ricerca biomedica avanzata approvato oggi in comune. Un quartiere della medicina, delle cliniche specialistiche e i centri di ricerca. Sorgerà al Parco agricolo sud ed è polemica

Il progetto CERBA (Centro europeo di ricerca biomedica avanzata) è diventato una realtà con la ratifica, in sede di Consiglio comunale, dell’accordo di programma siglato un mese fa da Regione, Provincia e fondazione Cerba.

Le linee guida del progetto sono confermate: un miliardo e 226 milioni di euro il costo dell’opera, 620 mila metri quadri l’area che ospiterà, oltre al polo di ricerca,  anche una struttura per la degenza in grado di fornire 45 mila ricoveri l’anno e circa 800 mila visite ambulatoriali.

Le nuove strutture saranno strettamente collegate al già esistente IEO (Istituto europeo di Oncologia), che diventerà a sua volta il primo “tassello” di quella che sarà, la “città della scienza”, istituto d’eccellenza per la ricerca biomedica e la cura delle principali patologie del nostro secolo.

Il progetto è basato sulla creazione di tre aree: il quartiere della medicina, con le cliniche specialistiche e i centri di ricerca; il campus, che ospiterà i ricercatori e le famiglie dei malati gravi e infine il parco del Cerba, un’area pubblica sulla quale si affacceranno le strutture.

Il padre dell’ambizioso progetto è il senatore del Pd Umberto Veronesi, già Ministro della sanità del governo Amato, che dalla fine degli anni ’80 ha cercato di creare le condizioni per  la nascita del polo trovando sulla sua strada diversi impedimenti, sia dal punto di vista burocratico ed economico che dal punto di vista politico, con la forte opposizione degli ambientalisti.

Se il reperimento dei fondi è stato raggiunto con la creazione di una fondazione ad hoc che ha visto la partecipazione di assicurazioni e dei principali istituti di credito locali, il  problema principale rimane quello urbanistico, il centro, infatti, sarà ricavato interamente sul suolo del Parco agricolo sud, una risorsa fondamentale della città, troppe volte sacrificato per la realizzazione di progetti pubblici e spesso soggetto alla speculazione edilizia dei privati. Certamente si riconosce l’opportunità che il Cerba può offrire alla città, in termini di occupazione e di servizio sanitario, tuttavia in molti si chiedono se non sia possibile crearlo in un’altra zona, senza erodere l’area verde del parco.

La concessione di un’area di 62 ettari potrebbe poi rappresentare uno scomodo precedente per favorire le richieste dei comuni limitrofi che da anni lamentano l’impossibilità di allargare i propri confini a causa delle leggi a difesa della zona agricola.

Un’ultima perplessità è quella che riguarda il collegamento del Cerba con la città, la zona è poco servita dai mezzi pubblici e il progetto della linea 6 della metropolitana, che l’avrebbe raggiunta, è stato bloccato per mancanza di fondi. Il direttore generale della fondazione Cerba, Maurizio Mauri, non sembra essere preoccupato avendo avuto la garanzia del potenziamento dei mezzi già esistenti, oltre all’istituzione di navette che dalla fermata della metropolitana Abbiategrasso porteranno al centro, una volta avvenuto il completamento dei lavori, previsto per il 2013.
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