Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Il writer “Bros” alla sbarra, oggi primo processo a Milano

Stamattina primo processo penale a un writer, dopo la riforma del luglio 2009 che ha inasprito le pene per il reato di imbrattamento. L'imputato: “Il giudice potrebbe riconoscere la nostra arte”

Stamattina primo processo penale a un writer, dopo la riforma del luglio 2009 che ha inasprito le pene per il reato di imbrattamento. L'imputato: “Il giudice potrebbe riconoscere la nostra arte”

E' partito questa mattina nella sesta sezione penale di Milano, il primo processo ad un writer dopo la riforma del luglio 2009 che ha inasprito le pene per il reato di imbrattamento (articolo 639 del codice penale). Sarà il giudice ordinario e non il giudice di pace a decidere sulla colpevolezza di Daniele Nicolosi, 28 anni, il “graffitaro” trascinato in tribunale dal Comune di Milano.

witer5Il writer  -nome d'arte “Bros” - dovrà rispondere delle accuse di imbrattamento. “Il paradosso è che potrebbe essere un giudice, in caso di mia assoluzione, a riconoscere la nostra arte, malgrado l'accanimento del Comune di Milano contro di noi”, ha detto l'imputato presentandosi alla prima udienza in Tribunale.  “C'é un accanimento impressionante dell'amministrazione comunale contro di noi – ha proseguito Nicolosi che ha anche esposto le sue opere al Pac e a Palazzo Reale - In altre città, come Amsterdam ad esempio la 'street art' viene valorizzata e si danno spazi agli artisti per lavorare”.

Nel processo che vede imputato l'artista di murales, il Comune di Milano si è costituito parte civile, accusando il writer di aver imbrattato la sede di una società il 29 novembre 2007 (il titolare ha però rimesso la querela) e, in un periodo precedente, di aver realizzato graffiti sulle mura esterne del carcere di San Vittore, su una tettoia di una fermata della metro e su altri edifici del centro. Il processo è stato rinviato al 19 maggio.

Il commento del vicesindaco De Corato al termine dell'udienza: “Il pubblico ministero ha deciso che l’azione penale verrà esercitata solo per due episodi dei 17 segnalati dalla Polizia Locale fino al novembre 2007. Ovvero per gli imbrattamenti alla tettoia della fermata della metropolitana di piazzale Lodi e del muro perimetrale della casa circondariale di San Vittore. Una limitazione che non ci soddisfa per nulla, visto che in un incontro svoltosi il 14 gennaio scorso presso la Prefettura sul tema writer, presenti, tra gli altri, il sostituto procuratore Riccardo Targetti, il Sindaco Letizia Moratti aveva rivolto un appello alla Procura e al Tribunale a essere più severi in modo da prevenire un reato costato all’Amministrazione dal 2006 ben 35 milioni di euro per costi di ripulitura e campagne antiwriter. Questa decisione rischia poi di venire letta come  un messaggio diseducativo, visto che l’imputato è un soggetto plurirecidivo, e potrebbe concorrere a un abbassamento della guardia contro il fenomeno”  .


“Solo per l’intervento di ripulitura della casa circondariale di Milano – ha concluso De Corato –, effettuato da Amsa nell’agosto 2009 su una superficie di 500 metri quadri,  l’Amministrazione ha speso quasi seimila euro. Ma per i 17 episodi segnalati, grazie all’indagine della Polizia Locale che si è avvalsa della banca dati delle ‘tags’, costituita da un centinaio di ‘firme’, la stima dei costi di ripulitura  è di oltre 65 mila euro”.
 

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