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Immigrazione

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Milano: dal 18 ottobre accolti più di 1.200 siriani

Tra questi quasi l'8 per cento sono bambini tra zero e tre anni. La permanenza nei centri comunali è di pochi giorni: da un minimo di uno-due giorni a un massimo di quattro-cinque

Oltre 1.200 cittadini siriani accolti dal 18 ottobre. Più di cento attualmente ospitati nei centri comunali di via Fratelli Zoia e via Aldini. Sono questi i dati del Servizio temporaneo di accoglienza messo in atto dal Comune di Milano in collaborazione con la Prefettura e relativo ai profughi provenienti dalla Siria. Il flusso di persone è discontinuo nel tempo e non prevedibile.

Si va da picchi di quasi cento arrivi al giorno a poche unità. Complessivamente, sono transitati dai centri 1.284 persone. L’80 per cento sono uomini e per il 23, 2 per cento si tratta di famiglie con almeno due componenti. Più della metà hanno tra i 18 e i 34 anni, mentre poco più di un quarto sono minori di 18 anni.

Tra questi quasi l’8 per cento sono bambini tra zero e tre anni. La permanenza nei centri comunali è di pochi giorni: da un minimo di uno-due giorni a un massimo di quattro-cinque. Nessuno ha mai chiesto di rimanere in Italia. "Abbiamo cominciato l’accoglienza – ha detto Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali – perché non si poteva tollerare che le persone e le famiglie provenienti dalla Siria passassero la notte in Stazione Centrale. La risposta della città è stata straordinaria". 

Per attuare il Servizio temporaneo di accoglienza l’Amministrazione comunale ha stipulato una convenzione, oltre che con la Prefettura, anche con Fondazione Progetto Arca e Cooperativa Farsi Prossimo Onlus, i due enti gestori dei centri di via Aldini e via Fratelli Zoia.

Nelle due strutture vengono svolte attività di assistenza materiale, di mediazione linguistica e di animazione per i bambini. Inoltre, sono stati istituiti presidi medico-sanitari garantiti dall’associazione Medici Volontari Italiani.

Collaborano alla realizzazione del Servizio temporaneo di accoglienza anche la Comunità di Sant’Egidio e l’associazione Albero della Vita.

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